Immagina quanto sarebbe bello avere un solo Regolamento Edilizio da Trieste in giù

Regolamento Edilizio Tipo vs Burokrazia: chi vincerà?


Carlo Pagliai  Ingegnere e urbanista
Urban Planning, building and real estate consultant
MolBlogger, YouTuber and digital communicator

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Ad oltre un anno dalla sua promulgazione il R.E.T. tarda a trovare applicazione nei regolamenti edilizi comunali.

Questo strumento è stato concepito per semplificare gli interventi edilizi, uniformando definizioni urbanistiche ed edilizie, cosa che Regioni e Comuni dovranno recepire entro breve tempo e che poche di esse hanno provveduto a fare.

Semplificazione o no, sono state elencate molte nozioni che saranno utili al cittadino e agli investitori immobiliari per valutare più facilmente la fattibilità degli interventi edilizi sugli immobili.

Nuove costruzioni e ristrutturazioni edilizie potranno diventare più semplici da inquadrare, visto la fase di uniformazione delle normative e discipline edilizie.

Adesso la palla passa ai Comuni, i quali possono comunque recepirlo anche in assenza della normativa di recepimento regionale.

Il Regolamento Edilizio Tipo contiene 42 definizioni di parametri ed elementi citati nelle norme.

La necessità di uniformare e fornire l’indirizzo da seguire anche nei contenziosi era diventato irrinunciabile.

Occorreva avere un quadro normativo chiaro, definitivo e che recepisse le risultanze emerse dalla giurisprudenza del settore urbanistico, in particolare dal Cassazione e Consiglio di Stato.

Molto spesso emergevano anche discordanze in merito alla definizione di inquadramento per definizioni come sagoma, volumetria, carico urbanistico e altezze.

Col Regolamento Edilizio Tipo invece il legislatore ha voluto chiarire le definizioni e le differenze reciproche, onde evitare margini di incertezza che davano terreno fertile ai contenziosi in materia edilizia.

Poche le regioni che hanno fatto il recepimento.

L’utilità di avere un quadro delle definizioni standardizzate costituisce una componente essenziale per chiudere la nuova configurazione della normativa urbanistica conseguente dall’avvio della passata stagione di riforme, a partire da quelle “Madia”.

Tali riforme poi sono confluite nei rispettivi decreti settoriali come il noto “SCIA 2” D.Lgs. 222/2016, quello sulla Paesaggistica Semplificata DPR 31/2017 e infine il Glossario.

In questo video fornisco una breve analisi del Regolamento Edilizio Tipo: esprimi il commento nel canale YouTube:

 

 

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