Fiscalizzazione abusi edilizi: applicabile solo per difformità a permesso di costruire

armature calcestruzzo armato

La sanzione pecuniaria può sostituire la demolizione in alcune specifiche ipotesi di abusi edilizi

Carlo Pagliai
Ingegnere  urbanista
autore di “Ante ’67 

Nell’attuale configurazione normativa esistono poche possibilità di mantenere gli illeciti edilizi pagando una sanzione pecuniaria.

Più dettagliatamente, analizziamo quei casi particolari che non soddisfano il requisito di doppia conformità per l’accertamento ex art. 36 del D.P.R. 380/01, ma che possono comunque sfuggire alla demolizione coatta.

Attualmente il Testo Unico per l’edilizia non lascia molte strade aperte ai responsabili degli illeciti o ai proprietari di immobili: o l’illecito è davvero conforme (e quindi sanabile), oppure va rimosso.

E appunto, il criterio fondamentale per ottenere la sanatoria edilizia dell’illecito (al netto di condono, ovviamente) è quello di far accertare dal comune il rispetto della doppia conformità alle discipline urbanistico edilizie, sia al momento dell’istanza che all’epoca della realizzazione.

Ne ho parlato più volte in questo blog del meccanismo “mannaro” della doppia conformità, e ti rimando agli specifici articoli e video gratuiti.

Detto questo, il legislatore si era posto il problema dell’effettiva indemolibilità degli illeciti e abusi edilizi già prima del Testo Unico per l’edilizia D.P.R. 380/01.

Infatti con la L. 47/85 aveva disciplinato con gli articoli 9 e 12 una possibile categoria di situazioni che consentivano soluzioni alternative alla demolizione totale dell’immobile.

Tali articoli sono stati traslati nel T.U.E. rispettivamente negli articoli 33 e 34. Analizziamoli nel merito.

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Questo articolo ha 6 commenti

  1. Complimenti per l’esposizione e la chiarezza.
    Avrei una domanda, sempre che non superi i termini del blog: un immobile “fiscalizzato” se successivamente viene ristrutturato con apposito titolo diventa “regolare/sanato”? E può così ottenere l’abitabilità?

    1. Salve, La fiscalizzazione non regolarizza l’immobile: lascia in sito l’illecito. Per cui si, può precludere le future ristrutturazioni.

  2. Ok ing. Carlo, ho capito e ringrazio per la risposta, anche se si parla (mi pare) sempre di “fiscalizzazione”.
    Comunque grazie per l’attenzione.
    Peraltro, le mie domande sono ricavate da ragionamenti fatti a seguito dei suoi articoli pubblicati in precedenza sui medesimi argomenti che, sottolineo, mi complimento per la competenza, la chiarezza e la grande utilità degli stessi, unitamente a questo sito e al modo di affrontare le problematiche di settore.
    Nel nostro lavoro affrontiamo infiniti problemi e trovare un professionista che sappia coniugare le conoscienze normative tecniche, urbanistiche, edilizie ed anche l’applicazione degli aspetti legali e di prassi ammnistrativa, non è facile.
    Non escludo peraltro che in un prossimo futuro la sua consulenza, che considero altamente qualificata, possa ritenersi non solo utile ma indispensabile.
    Mi scuso se ho “forzato” troppo nelle domande, non era mia intenzione, anche se in parte mi piacerebbe avere qualche sua idea in merito ed il confronto con lei sarebbe molto stimolante.
    Grazie

    1. Hai fatto benone Paolo, le tue domande mi hanno pure dato ulteriori spunti utili.
      Condividi pure questi articoli con chi vuoi tu.
      A presto

  3. La “fiscalizzazione” degli abusi edilizi(artt.33 e 34 del TU Edilizia) è sicuramente un argomento molto interessante, che l’ing. Pagliai sviluppa e descrive in modo molto dettagliato, sicuramente competente e con articolo dal taglio chiaro e pratico.
    Tuttavia lo stesso non ricorda la casistica contemplata dall’art. 38 del medesimo TU, nel quale anche in questo caso è prevista la sanzione pecuniaria alternativa alla demolizione, anch’essa ispirata agli stessi stessi presupposti degli artt. 33 e 34(non demolibilità della porzione non conforme per pregiudizio della parte conforme), però con finalità diverse, in quanto la sazione pecuniara, mitigata rispetto ai precedenti, (una sola volta del valore venale e non il doppio).
    Questo argomento è stato trattato in più articoli dall’ing. Pagliai in questo sito, anche recentemente e sarebbe interessante a questo proposito, sentire la sua opinione in merito infatti a:
    – la sanzione pecuniaria, come espressa ai sensi dell’art. 38, comma 2, produce i medesimi effetti del P.d.C. di cui l’art. 36 e pertanto è da ritenersi una SANATORIA ? in deroga quindi al requisito della doppia conformità?
    – i medesimi effetti dell’art. 36 sono da intendersi anche a quelli penali, quindi estintivi del reato? (art. 45 comma 3)
    – premesso che nel caso degli artt. 33-34 non è previsto il rilascio di un P.d.C. in sanatoria, ma solamente la fiscalizzazione a mezzo della sanzione pecuniaria, nel caso dell’art. 38 deve essere rilasciato? considerando che il P.d.C. originario è stato appunto annullato, si rimarrebbe senza alcun titolo autorizzativo?

    1. Caspita Paolo, questa è praticamente una richiesta di consulenza, ehhehe.
      Ho volutamente lasciato fuori l’ipotesi dell’art 38, perché quella riguarda l’ipotesi di annullamento di un PdC rilasciato, gli articoli 33 e 34 invece non mettono in discussione la validità dello stesso.

I commenti sono chiusi.