Segnalazione certificata Agibilità e Silenzio assenso

Il decreto ‘Scia 2’ ha ristrutturato la procedura che rende utilizzabili gli immobili con Segnalazione certificata agibilità


Carlo Pagliai  Ingegnere e urbanista
Urban Planning, building and real estate consultant

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La nuova procedura di Agibilità ha eliminato il silenzio assenso e trasferito la responsabilità al Professionista asseverante.

Nella versione procedurale anteriore al D.Lgs. 222/2016, a livello nazionale e norme regionali a parte, l’attribuzione dell’Agibilità sugli immobili seguiva un iter di tipo autorizzativo.

Infatti il soggetto interessato doveva presentare apposita domanda al Comune per ottenere il rilascio del certificato di agibilità, corredato dalla apposita documentazione.

Entro il periodo di trenta giorni dalla domanda, il dirigente o responsabile del Comune doveva rilasciare tale certificato, previa eventuale ispezione dell’edificio.

L’agibilità si intendeva attestata con silenzio assenso in questi casi:

  • trenta giorni: se fosse stato rilasciato il parere ASL di cui all’art. 5 comma 3 lett. A;
  • sessanta giorni: in caso di autodichiarazione sottoscritta dall’interessato;

Questi due termini potevano essere interrotti nei primi quindici giorni per richiedere documentazione integrativa, i quali ricominciavano a decorrere dalla data di ricezione integrativa.

La nuova Segnalazione Certificata di Agibilità conferisce termini e responsabilità al proprietario.

Giova ripetere che col Testo Unico per l’Edilizia DPR 380/01 la vecchia procedura di Abitabilità è stata ricompresa nell’Agibilità.

A decorrere dal 30 giugno 2017, cioè con l’entrata in vigore del D.Lgs. 222/2016, sono state dettate diverse novità e tra queste la riforma dell’Agibilità.

Decreto ‘Scia 2’ 222/2016: il video bonus gratuito

Essa non può essere più richiesta al comune con apposita istanza, e l’attribuzione dell’Agibilità adesso è stata “privatizzata” ponendo l’obbligo a carico del soggetto interessato stesso.

Egli dovrà incaricare un professionista che dovrà presentare apposita SCA, ovvero Segnalazione Certificata di Agibilità, professionista che può coincidere col Direttore dei Lavori quando sono state compiute opere edilizie necessitanti, appunto, della nuova Agibilità.

Con la Segnalazione Certificata di Agibilità il professionista tecnico dovrà attestare, secondo quanto disposto dalla normativa vigente al deposito, la sussistenza delle condizioni di:

  • sicurezza;
  • igiene;
  • salubrità;
  • risparmio energetico degli edifici;
  • risparmio energetico degli  impianti installati;

Infine, non meno importante, dovrà attestare la conformità dell’opera al progetto  presentato  e la sua agibilità.

Prima di proseguire ti condivido questo video sull’Agibilità:

Cambiati tempi e modalità di utilizzo degli immobili in funzione dell’Agibilità

Secondo il nuovo art. 24 comma 6 del TUE, gli immobili per i quali è stata depositata la Segnalazione Certificata di Agibilità possono essere utilizzati da subito, in quanto il professionista tecnico ha dichiarato già la sussistenza di tutti i requisiti che rendono utilizzabile e agibile fabbricato e immobile.

Questa nuova procedura di Agibilità è presentata sotto diretta responsabilità del professionista tecnico, anche sotto il profilo penale in quanto asseveratore. 

La Segnalazione Certificata di Agibilità è una sorta di SCIA “minore”, ma non lo è in senso proprio: diciamo che è una sorta di SCIA con alcune eccezioni.

Lo stesso articolo 24 comma 6 del TUE dispone l’applicazione non totale della procedura SCIA ex art. 19 L. 241/90, bensì l’applicazione parziale indicando solo i commi 3 e 6-bis della L. 241/90.

Questi commi richiamano rispettivamente:

  • la stessa procedura applicata alla SCIA relativamente alla richiesta di divieto a proseguire l’attività e conformazione in caso di essa alle norme, e i provvedimenti in caso di falsità e inadempienza;
  • il termine espresso di trenta giorni per effettuare verifiche e provvedimenti di cui al punto sopra;

Manca il riferimento espresso alla formazione del silenzio assenso, pur essendo Segnalazione Certificata.

L’articolo 26 del TUE, riformulato anch’esso dopo il Decreto ‘Scia 2’, riporta ancora la clausola di riserva, cioè lascia invariato l’esercizio del potere di  dichiarazione  di  inagibilità di un edificio o di parte di esso ai sensi dell’articolo 222 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265.

L’interesse pubblico finalizzato a tutelare questioni di incolumità e salute pubblica, non può essere eroso o limitato da questioni puramente amministrative e tanto meno dalla formazione di Silenzio Assenso.

Anzi, si è passato da un regime che prevedeva il silenzio assenso amministrativo nella domanda del certificato di Agibilità, verso un sistema di certificazione da parte di tecnico abilitato e sprovvisto dello scudo del silenzio assenso.

Il silenzio assenso in Agibilità è stato rimosso in quanto inapplicabile.

In tal senso la giurisprudenza amministrativa ha esaminato più volte il potere inibitorio verso le Agibilità oltre i termini previsti dal previgente ordinamento ante ‘SCIA 2’, che in molti casi condiziona perfino al rispetto di tutti i requisiti come la conformità urbanistica dell’immobile (Cons. di Stato V n. 277/2018).

Le nuove sanzioni per mancata presentazione di SCA fanno il solletico.

Esiste infine l’obbligo perentorio di presentare la Segnalazione Certificata Agibilità entro quindici giorni dall’ultimazione dei lavori di finitura dell’intervento.

In caso contrario, oltre tale termine si applica una modesta sanzione pecuniaria variabile da 77 a 464 euro.

Detto tra noi, tale importo non assume certo funzione deterrente a rinviare il deposito della SCA.

 

This Post Has 13 Comments
  1. Non avendo visto alcun documento, la saluto con una domanda da girare al Comune: dal 1942 mi sembra un pò prescritta la sanzione pecuniaria per mancata fine lavori.

  2. Salve ho presentato la segnalazione certificata di agibilità per un immobile adibito a negozio, facente parte di un maggiore fabbricato. La SCA è stata inoltrata a luglio 2018. Il fabbricato è stato costruito ante 42 e vi è il nulla osta del genio civile e dei vigili del fuoco di allora. Il 12 novembre 2018 mi contattano dal comune chiedendomi un integrazione e chiedendomi di pagare 232 euro di sanzione amministrativa in quanto non risulta depositata l’agibilità al fine lavori di costruzione dell’edificio.
    A questo punto vi domando, possono chiedermi integrazioni dopo oltre 100 giorni? E poi se dichiaro di non avere il permesso di costruire o altri titoli abilitativi in quanto la costruzione è ante 42, possono chiedermi la sanzione perchè entro i 15 giorni dall’ultimazione della costruzione non è stata presentata agibilità? Nel 1942 si doveva presentare? Grazie

  3. Buongiorno, ma ci sono casi in cui il Comune può negare agibilità a seguito di sopralluogo? Cioè se vi fossero delle pareti di cartongesso non ancora realizzate ma indicate nel progetto presentato e nel docfa, cosa si rischia?

  4. Sono proprietario di un fabbricato finito di costruire nel 1999, ho fatto la fine dei lavori e ho richiesto l’abitabilità nel 2000, ho allegato il certificato di conformità redatto dalla DL, il collaudo redatto da tecnico abilitato, l’accatastamento. Probabilmente non è stato fatto il versamento (comunque non ne trovo la copia) e forse non sono state allegate le dichiarazioni di conformità degli impianti (che comunque ho). Non mi è mai pervenuta risposta dal comune, né di diniego né di richiesta di documenti, tenendo conto che all’epoca era in vigore il DPR 452/94, devo considerare assentita l’abitabilità? Grazie

  5. Buonasera mi pare di aver capito che comunque i comuni abbiano sempre 30 giorni di tempo per effettuare controlli e nel caso negare agibilità. Ho capito bene?

  6. Buongiorno, vorrei sapere se la SCA va presentata anche per un intervento di rinforzo (riparazione locale) eseguito sul solaio di una stanza ed effettuato tramite presentazione di scia e di autorizzazione al genio civile

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