Ristrutturazione edilizia, oltre modesti aumenti volumetrici comporta nuova costruzione

La ricostruzione globale di organismi edilizi deve mantenere un rapporto con la costruzione preesistente.

Carlo Pagliai  Ingegnere e urbanista
Autore di “Ante ’67
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Sconfinare dalla categoria di intervento di ristrutturazione alla nuova costruzione significa applicare una diversa disciplina edilizia

Il Testo Unico per l’edilizia D.P.R. 380/01 col combinato disposto degli articoli 3 e 10 ha introdotto una linea di demarcazione tra ristrutturazione edilizia e l’intervento di nuova costruzione (e quelli ad essa assimilati).

Si tratta di una distinzione che è molto importante perchè potrebbe influire sulla validità dei titoli abilitativi rilasciati e quelli ancora da ottenere.

Non dimentichiamo inoltre che la categoria di Ristrutturazione edilizia si suddivide in due distinte versioni (Approfondimento):

  • Leggera;
  • Pesante;

Negli ultimi anni alla categoria di intervento di ristrutturazione edilizia sono stati ridotti i limiti per la sua fattibilità, in particolare il vincolo di sagoma (eccettuato gli immobili soggetti a vincolo di cui al Codice dei Beni Culturali D.Lgs. 42/2004).

Per prima cosa, la differenza essenziale tra nuova costruzione e ristrutturazione è che la prima presuppone una trasformazione del territorio, mentre la seconda è caratterizzata dalla preesistenza di un manufatto. (Ne parlo in questo articolo).

Questo è un principio di massima.

Col tempo il legislatore ha cercato di semplificare e chiarire meglio i limiti della ristrutturazione, in particolare il limite “superiore” con la delicata categoria di nuova costruzione. E per ciò negli ultimi anni la normativa ha ricompreso l’intervento di demolizione e ricostruzione con medesima volumetria all’interno della categoria di ristrutturazione edilizia.

Facciamo un piccolo approfondimento:

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