Installare vetrate amovibili su pergotenda o pergola bioclimatica può trasformarsi in creazione di nuova volumetria, soprattutto quando l’insieme delle opere chiude completamente uno spazio già delimitato.

Ricostruire un volume edilizio crollato può comportare difficoltà nel reperire il suo stato legittimo derivante da titoli o da precise epoche di realizzazione.
Nei casi in cui si verifichi il crollo, anche parziale dell’edificio, l’avente titolo che intenda procedere alla sua integrale ricostruzione fedele previa demolizione, deve munirsi di apposito nuovo titolo abilitativo, e non limitarsi a comunicare al Comune l’avvio dei necessari e urgenti lavori di sistemazione e messa in sicurezza.
Se invece il crollo avviene in presenza di un titolo abilitante un intervento conservativo (e non ricostruttivo), dovuto anche a cause esterne e non imputabili ai lavori intrapresi dall’avente titolo, esso perde efficacia e non può essere invocato per legittimare, neanche parzialmente, un successivo intervento di integrale demolizione e ricostruzione dell’edificio medesimo (Cons. di Stato Sez. IV n. 2693 del 17 giugno 2016).
Di converso se il crollo avviene postumo all’ottenimento di idoneo titolo abilitativo preordinato alla demolizione con ricostruzione, non comporta conseguenze sul piano amministrativo.
La demolizione con fedele ricostruzione di manufatti crollati è equiparata alla nuova costruzione se in assenza di elaborati documentali attestanti la legittima consistenza previgente.
Su un simile aspetto anche la Cassazione Penale sez III. n. 26713/2015 si è espressa statuendo che per effettuare la demolizione e ricostruzione fedele sia necessario accertarne la preesistente consistenza, mentre in assenza di una chiara documentazione attestante l’esatta consistenza legittima si rende necessario il Permesso di Costruire.
La Corte ribadisce lo stesso indirizzo già espresso con propria sentenza n. 40342 del 30 settembre 2014, ovvero che il ripristino o la ricostruzione di edifici o parti di essi, ancorché crollati o demoliti, attraverso la DIA/SCIA sia possibile previo accertamento della consistenza originaria in base ad elementi inconfutabili quali riscontri documentali, verifica dimensionale del luogo o altri elementi certi e verificabili.
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CARLO PAGLIAI, Ingegnere urbanista, esperto in materia di conformità urbanistica e commerciabilità immobiliare CONTATTI E CONSULENZE
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