CILA in variante e CILA in sanatoria

Pregi e difetti applicativo della Comunicazione Inizio Lavori Asseverata nelle pratiche edilizie


Carlo Pagliai  Ingegnere e urbanista
Urban Planning, building and real estate consultant
Blogger, YouTuber and digital communicator

logo twitter   Linkedin   Facebook    youtube


Oltre all’uso ordinario, la CILA può essere presentata tardiva per opere compiute o variante apportate in corso d’opera.

Per prima cosa si premette che la “CILA in sanatoria” non esiste, la chiamiamo così in gergo tecnico per farci capire dalla committenza, molto in confidenza col principio della sanatoria.

Si tratta di una procedura che allo stato vigente del Testo Unico per l’edilizia D.P.R. 380/01, al lordo delle modifiche del Decreto Lgs. 222/2016, non prevede la possibilità di depositare espressamente CILA in varianti, nè in corso d’opera nè in variante a deposito finale.

Addirittura, come contraddizione, l’attuale disciplina non solo non consente la variante CILA, ma ammette “solo” il deposito tardivo della CILA per le opere già compiute o in corso d’opera, comunque rientranti e assoggettate a CILA.

Un bel grattacapo, visto il fortissimo dubbio che si presenta nel momento in cui si rende necessario presentare una CILA con opere diverse rispetto alla prima CILA depositata.

L’aspetto grottesco riguarda il fatto che le opere soggette a CILA rientrano nel novero dell’edilizia libera, ma con una distinzione: sono subordinate alla relativa comunicazione obbligatoria.

In caso di loro mancata comunicazione e presentazione formale della CILA, il legislatore sanziona per la mancata formalità, non per la sostanza.

Ne parlo più dettagliatamente nei due seguenti video, oppure ti rinvio a questi articoli di approfondimento sulla CILA.

 

This Post Has 2 Comments
  1. La norma è capziosa, e nella capziosità è meglio essere prudenti e operare correttamente con step evidenti.
    Non condivido la presentazione mediante comunicazione di “fine lavori”, in quanto a livello nazionale non è tipizzata, salvo quanto diversamente disposto da leggi regionali.

  2. Buongiorno, non sono d’accordo sul fatto dell’applicabilità di “sanzione ridotta di 2/3 in caso di mancata comunicazione di inizio lavori” nella fattispecie di “modifica in corso d’opera”. Il comma 5 dell’art. 6 del PDR 380/2001 deve essere inteso nella sua totalità, quindi il secondo periodo, deve essere riferito al primo. La sanzione dei due terzi va applicata allor quando non vi sia stata alcuna CILA non nel caso che l’opera eseguita abbia apportato delle “modifiche in corso d’opera”. Ovviamente bisogna capirci su cosa intendiamo per “modifica in corso d’opera”. Se, per esempio, una bucatura per porta viene realizzata spostata di 1 metro rispetto all’originaria ubicazione in CILA è una cosa; se in corso d’opera realizzo un tamponamento che in CILA non era contemplato è un altro discorso. Fermo restando che la normativa attuale è deficitaria di molte problematiche (tra l’altro anche la non contemplata “Cila per variante in corso d’opera”), io sarei dell’avviso che, vista l’assenza di tale voce si potrebbe concludere che “non esiste la variante in corso d’opera” (sempre tenendo conto di cosa intendiamo con il termine “variante”), e nella presentazione della comunicazione di “fine lavori” si possa tranquillamente presentare l’elaborato planimetrico delle opere realizzate in luogo di quelle presentate con la Cila che si va a definire.

    Arch. Iunior Marco Rizza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *