Variante in corso d’opera, varianti finali ed essenziali al progetto

Sono ammesse nel Permesso di costruire e nella Segnalazione certificata inizio attività, discorso a parte invece la CILA

Variant – Ph. Carlo Pagliai


Carlo Pagliai  Ingegnere e urbanista
Urban Planning, building and real estate consultant
Blogger, YouTuber and digital communicator

logo twitter   Linkedin   Facebook    youtube


In Italia generalmente si confida molto nell’istituto della variante in corso d’opera negli interventi edilizi.

Abitudine diffusa nella cultura edilizia, con la quale una parte di definizione dell’intervento edilizio risulta travasata dalla fase di progettazione in quella esecutiva.

Con questo approccio è possibile che in corso d’opera si presentino imprevisti esecutivi che aggravano i costi dell’intervento e che, se opportunamente previsti fin dalla fase di progettazione, sarebbero probabilmente potuti essere di minore entità.

In certi casi la “deriva” del cantiere edilizio potrebbe portare anche a spiacevoli sorprese sul piano burokratico e amministrativo delle pratiche edilizie, perchè potrebbero emergere difficoltà che mal si conciliano con gli interventi ammissibili.

Per esempio, potresti imbatterti nella situazione di un cantiere avviato con CILA per opere interne senza opere strutturali durante il quale si rende necessaria una opera strutturale, soggetta a SCIA.

Si potrebbero addirittura presentare problemi nel presentare le pratiche edilizie in variante ad interventi legittimati con Permesso di Costruire, SCIA e CILA.

Le varianti in corso d’opera sono assai delicate sotto ogni profilo.

Esistono diverse tipologie di varianti che potrebbero presentarsi durante un cantiere, suddividiamole in base allo stato di avanzamento:

  • varianti in corso d’opera, senza sospensione lavori;
  • varianti con sospensione lavori;
  • varianti finali;

Infine in base alle modifiche che si intendono apportare rispetto al progetto originario approvato, occorre fare una distinzione tra:

Attenzione: occorre tenere distinto quanto sopra dalle variazioni essenziali, cosa ben diversa dalle varianti essenziali.

Ho prodotto questo video per dare una chiave di lettura semplificata sul tema delle varianti in corso d’opera e tutte le tipologie di varianti, in funzione del Testo Unico per l’Edilizia DPR 380/01.

Durante l’esposizione del video ho esposto alcuni suggerimenti utili per addetti al settore e non.

Quanto sopra vale per i Permessi di costruire e SCIA, mentre per la Comunicazione Inizio Lavori Asseverata ci sarebbe da fare un discorso a parte.

In aggiunta a ciò, le norme regionali potrebbero inserire ulteriori tipologie di varianti, sempre nel rispetto del TUE.

Vuoi essere avvisato sui prossimi video? Iscriviti sul mio canale YouTube.

 

 

This Post Has 10 Comments
  1. Carlo buonasera,
    vorrei se possibile un chiarimento. Ho presentato una SCIA per manutenzione straordinaria di un edificio all’interno di un lotto che come descritto nella relazione tecnica presentata verrà recintato semplicemente con pali e rete metallica. Ho omesso di indicare specificamente dove sarebbe stato installato il cancello perché la committenza era ancora indecisa. La mia intenzione sarebbe stata quella di comunicarla come variante di fine lavori. Il problema è che ho avuto in cantiere la visita dei carabinieri forestali che mi contestano la trave del binario del cancello. Affermano che avrei dovuto presentare variante prima della realizzazione. Mi puoi essere di aiuto? Grazie

  2. probabilmente è un vecchio regolamento edilizio che non è stato aggiornato. Tieni conto però che tra i poteri di pianificazione urbanistica, il Comune può disporre il mantenimento dell’esatta geometria per diversi motivi (tutela storica o architettonica?).

  3. Carlo buongiorno e complimenti per l’ottimo servizio che rendi a noi professionisti. Ho un quesito da porti (non so se vorrai o potrai aiutarmi). Sto eseguendo dei lavori di manutenzione straordinaria ad un edificio residenziale inserito in un comune dove il vigente regolamento (del 20129 recita che in caso di sostituzione totale della copertura deve essere mantenuta la geometria originaria. Nel caso specifico la progettazione strutturale ha necessitato la creazione di un cordolo perimetrale e la diversa inclinazione della copertura. Le due modifiche rientrano nei parametri del DPR 2018 cap. 8 (relativo agli edifici esistenti) in materia di sicurezza che stabiliscono la possibilità di eseguire un cordolo perimetrale (fino a 40cm, il nostro è di 25) e nel caso in cui la pendenza della falda non sia superiore a 30° (nel nostro caso è 18°) l’altezza va misurata alla gronda e non al colmo. La mia posizione è quella che la variazione è necessaria dal punto di vista strutturale mentre il comune vorrebbe che l’inclinazione della falda mantenesse l’originale pendenza pur autorizzando l’innalzamento di 25cm del tetto.
    Secondo te è corretta la mia interpretazione (visto che in generale la norma nazionale è gerarchicamente superiore alla locale e anche al livello temporale il DPR è del 2018 mentre il R.E. è del 2012) oppure è corretta l’interpretazione del comune?
    Grazie per la tua disponibilità
    Pietro

  4. Proprio perchè procedura non tipizzata, il consiglio che vorrei condividere è di usare prudenza, perchè operare nell’incertezza in questo settore non è il massimo. Mettiamoci per un attimo nei panni di andrà ad effettuare verifiche tra un decennio, e magari non capirà quello che è stato depositato.

  5. Il DPR 380/01 articolo 6-bis non dispone espressamente la possibilità di adottare variante in corso d’opera ad una CILA aperta, neppure lo esclude espressamente e, di conseguenza, secondo il principio “ciò che non è vietato è consentito”, perchè contestualmente al verbale di ultimazione lavori non posso allegare un elaborato con l’esatta rappresentazione dei lavori ? Nella eventualità qual’è la norma violata ?

  6. Grazie per la risposta.
    Il ricorso alla CILA era solo in funzione della tipologia di opere da realizzare ossia la demolizione di tramezzi interni non portanti per modificare la distribuzione interna precedentemente ipotizzata.
    Comunque se ho capito bene posso presentare una SCIA IN Variante (in corso d’opera) ad una SCIA già attiva (rispettando ovviamente quanto ha spiegato nel video quindi senza effettuare un upgrade dell’intervento)?!?

  7. Se si tratta di una variante in corso d’opera ad un procedimento SCIA, dovrà presentare altrettanta SCIA per variante, e infine presenterà l’Agibilità.
    Non vedo il motivo di presentare una CILA dopo aver stoppato il primo procedimento: se il vantaggio è quello di avere minori responsabilità professionali, è un ragionamento sbagliato.

  8. Grazie per le delucidazione!
    Quando però chiudo il procedimento “1” (vedi SCIA per ristrutturazione), per poi attivarne un altro “2” (vedi CILA per modifiche alla distribuzione interna, opere su tramezzature non portanti), sono costretto entro 15 giorni dalla chiusura del procedimento 1 a richiedere l’agibilità. Poi, a seguito della CILA mi toccherebbe chiederne un’alta !?!
    Inoltre non mi è chiaro se posso inoltrare una SCIA come variante NON Essenziale in corso d’opera ad una SCIA per ristrutturazione.
    Sostanzialmente durante i lavori della SCIA “1” si rende necessario modificare la tramezzatura interna prevista in progetto…ma come farlo in corso d’opera?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *