La Sopraelevazione Deve Rispettare Le Distanze Minime Tra Edifici

La Sopraelevazione deve rispettare le distanze minime tra edifici

Carlo Pagliai
Ingegnere urbanista
Autore di “Ante ’67

Gli strumenti urbanistici comunali non possono derogare alle distanze del D.M. 1444/68 per le costruzioni

Premesso che la sopraelevazione richiede molta attenzione dal punto di vista antisismico con le nuove NTC, esaminiamo l’ipotesi dal punto di vista urbanistico.

Oggettivamente sopraelevare significa aggiungere nuova volumetria a quella preesistente, e pertanto modificare la sagoma dell’edificio.

Da un punto di vista normativo la versione vigente del D.P.R. 380/01 all’articolo 3 ricomprende nella ristrutturazione edilizia di edifici preesistenti gli interventi di demolizione e ricostruzione che mantengano:

  • Identità di volumetria;
  • Identità di volumetria e sagoma per immobili sottoposto a vincoli del D.Lgs. 42/2004;

E tali vincoli sono quelli di tipo paesaggistico e beni culturali.

Detto ciò, può capitare di trovare ancora regolamenti edilizi o norme tecniche attuative non aggiornati, che ammettono la possibilità di sopraelevare proseguendo in verticale i fronti esistenti in deroga alle distanze minime.

Bisogna dire che al Piano Regolatore, quale strumento urbanistico generale del Comune, non è consentito modificare la disciplina generale in tema di distanze; la deroga alle distanze previste dall’art. 9 comma 1 del D.M. 1444/1968 è riservata ai soli strumenti urbanistici attuativi (Cons. di Stato n. 5863/2017).

continua a leggere in Area riservata

accedi o iscriviti gratis

Un anno di accesso gratuito ai contenuti speciali