Carlo Pagliai
Ingegnere urbanista
Autore di “Ante ’67

Coloro che ritengono legittimo una stato preesistente soltanto perchè c’è stato un utilizzo continuato, cadono in errore.

Immaginiamo una costruzione realizzata con regolare licenza edilizia e che una parte di essa sia stata destinata ad uso commerciale, con tanto di Agibilità.

Poi negli ultimi venti anni questa stessa porzione viene utilizzata e affittata ad uso direzionale uffici, magari con tanto di quella che una volta era l’autorizzazione commerciale.

E infine, immaginiamo che questa porzione venga immessa in vendita o trasformata considerandola già con destinazione d’uso uffici. Cioè, ipotizzando che la destinazione d’uso “ufficiale” o legittima sia quella di fatto, perchè avvenuta per un discreto lasso di tempo.

Coloro che credono nell’esistenza di un meccanismo di “legittimo affidamento” o “prescrizione urbanistica”, cadono in errore.

Al contrario, la situazione preesistente o di fatto non è l’elemento su cui basarsi per lo stato legittimo dell’immobile.

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