Sanatoria Edilizia, Valutazione Parziale O Complessiva Dello Stato Dei Luoghi

Sanatoria edilizia, valutazione parziale o complessiva dello stato dei luoghi

Carlo Pagliai
Ingegnere urbanista
Autore di “Ante ’67

Anche l’area di pertinenza dell’immobile e costruzione è interessata dalla verifica di altre opere abusive rispetto a quelle presentate nell’istanza.

Ipotizziamo un fabbricato residenziale autorizzato dal un primo permesso di costruire, e realizzato in tipologia bifamiliare con relative aree esterne pertinenziali a giardino.

Successivamente alla realizzazione, con tanto di rilascio Abitabilità, sono state compiute una lunga serie di illeciti e abusi edilizi nel corso del tempo:

  • frazionamento degli appartamenti con consistente aumento del numero di unità immobiliari;
  • ampliamenti per spazi ad uso autorimessa;
  • modifiche di prospetto;
  • frazionamento aree scoperte mediante nuovi muretti di cinta;

Chiaramente, questo intervento di opere nel suo insieme si qualifica come ristrutturazione sostanziale che investe nel suo complesso l’intero fabbricato.

Infatti, rispetto al progetto autorizzato iniziale, la configurazione dell’organismo edilizio risulta assai diversa.

E se dicessi che questi immobili nel frattempo erano stati frazionati soltanto al Catasto e compravenduti da soggetti terzi?

Ebbene sì.

Qualche anno dopo un proprietario dei nuovi appartamenti derivati dai suddetti abusi ha depositato una domanda di sanatoria edilizia.

L’istanza di accertamento di conformità ha per oggetto soltanto la regolarizzazione di alcune opere di modesta entità, come le recinzioni e muretti esterni ad un fabbricato residenziale.

La stessa domanda non riguarda e non coinvolge il fabbricato o le porzioni edificati. La loro esclusione dalla domanda di accertamento di conformità è avvenuta tramite una abile schematizzazione degli elaborati grafici.

In sostanza per gli edifici non erano state inserire la piante, sezioni e prospetti in opportuna scala di rappresentazione; al loro posto vi erano riportato soltanto gli ingombri planivolumetrici che, in linea teorica risultavano corrispondenti allo stato di fatto.

Alla presentazione dell’istanza di sanatoria segue un sopralluogo da parte del Comune, per verificare meglio l’oggetto della richiesta.

D’altronde è pienamente legittimo per l’ente pubblico effettuare verifiche sul posto e riscontrare la veridicità delle dichiarazioni, dati e rappresentazioni grafiche indicate nell’istanze.

Dal sopralluogo la P.A. oltre a riscontrare lo stato delle opere illecite oggetto di sanatoria, prende atto e accerta molte altre irregolarità avvenute nel corso del tempo rispetto a quanto legittimato col permesso di costruire originario.

Chiaramente ciò ha comportato l’avvio delle relative procedure sanzionatorie e repressive, e contestuale diniego della domanda di sanatoria edilizia.

E’ possibile stralciare parzialmente le opere abusive per regolarizzarle con separata procedura di sanatoria edilizia?

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