Roma, il nodo della destinazione d’uso immobiliare

Negli immobili dei contesti storicizzati come Roma nascono problematiche sull’individuazione della destinazione d’uso


Carlo Pagliai  Ingegnere e urbanista
Urban Planning, building and real estate consultant
Blogger, YouTuber and digital communicator

logo twitter   Linkedin   Facebook    youtube


La questione riguarda sopratutto i casi di incongruenze e discontinuità negli atti e titoli autorizzativi pregressi.

Ogni capitale di Stato ha i suoi problemi in dimensioni maggiorate, e l’urbanistica è uno dei tanti argomenti che suscita interesse e problematiche inerenti.

Tra i tanti problemi che stanno purtroppo caratterizzando la città di Roma ai giorni nostri (novembre 2018), sono emerse anche alcune soluzioni pratiche e semplificate. E diamola qualche buona notizia ogni tanto, no?

Nella fase di accertamento immobiliare di un immobile (o unità immobiliare) possono presentarsi incertezze tra le destinazioni d’uso risultanti da documenti distanziati tra loro da vari decenni.

APPROFONDIMENTO: La Destinazione d’uso.

Ai fini dell’attestazione della rispondenza immobiliare, il Comune di Roma da poco tempo ha istituito un meccanismo semplificato, chiamato “Presa d’atto” della destinazione d’uso.

Si tratta di una buona prassi inserita nella disciplina edilizia del Comune di Roma, con la quale il proprietario privato chiede il riconoscimento formale dell’effettiva destinazione d’uso in atto sull’immobile.

Questa procedura non è automatica, e sopratutto da non fare con leggerezza: il presupposto fondamentale su cui si basa è l’acquisizione dei documenti necessari per dimostrare la posizione.

Prendere atto, in questa procedura, significa che il Comune riconosce una situazione immobiliare ben definita e consolidata nel tempo, sulla base di certi requisiti.

La presa d’atto della destinazione d’uso di Roma è basata su consolidato orientamento giurisprudenziale.

Tra questi requisiti vi rientra la dimostrazione che un certo stato dei luoghi e dell’immobile sia avvenuto oltre certe soglie temporali in base alle normative nazionali e regionali.

Infine, come spesso capita, l’ultima parola spetta agli strumenti urbanistici comunali.

Questo argomento lo abbiamo illustrato col supporto dell’Avv. Andrea Di Leo, con studio nella Capitale, e quale esperto amministrativista del luogo ha condiviso una serie di soluzioni e indicazioni utilissime.

Le puoi scoprire in doppio formato, cioè:

Occorre precisare che questo tipo di procedura richiede comunque il supporto di professionisti altamente qualificati, che dovranno svolgere opportune indagini di rito.

 

  • Se vuoi rimanere informato sui prossimi articoli, iscriviti nella mia newsletter gratuita:

  • Se gradisci essere aggiornato coi video, iscriviti nel mio canale: 

www.YouTube.com/carlopagliai

 

  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *