Il permesso di costruire convenzionato è stato introdotto nel 2014 col Decreto “Sblocca Italia”.

Si tratta di un titolo abilitativo edilizio collegato ad uno strumento attuativo del piano urbanistico generale.

Il presente articolo mi è stato ispirato dall’Avv. Andrea Di Leo, che ringrazio pubblicamente.

Alla base di questo Permesso di costruire vi è una convenzione (che diviene parte allegata), nella quale sono indicati e specificati gli obblighi che fanno carico al soggetto attuatore per soddisfare il preminente interesse pubblico.

Esso è disciplinato dall’art. 28-bis del Testo Unico dell’edilizia; il suo procedimento di formazione è quello previsto dal Capo II del Titolo II dello stesso TUE, mentre alla convenzione si applica altresì la disciplina ex art. 11 L. 241/90.

Il presupposto fondamentale e necessario è la possibilità di soddisfare l’esigenze di urbanizzazione attraverso questa modalità semplificata, cercando quindi di far combaciare le due fasi/procedure di emanazione dello strumento attuativo e rilascio del permesso di costruire.

Il Permesso di Costruire convenzionato non è stata una vera novità, di fatto i presupposti anticipatori c’erano già nel TUE all’art. 12; pur non prevedendo espressamente tale procedura, esso disciplinava tra i presupposti per rilasciare un PdC la possibilità di stipulare una convenzione tra privato e PA avente per oggetto l’adeguamento delle opere di urbanizzazione.

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