Il permesso di costruire convenzionato è stato introdotto nel 2014 col Decreto “Sblocca Italia”.

Carlo Pagliai
Ingegnere urbanista
Autore di “Ante ’67

Si tratta di un titolo abilitativo edilizio collegato ad uno strumento attuativo del piano urbanistico generale.

Il presente articolo mi è stato ispirato dall’Avv. Andrea Di Leo, che ringrazio pubblicamente.

Alla base di questo Permesso di costruire vi è una convenzione (che diviene parte allegata), nella quale sono indicati e specificati gli obblighi che fanno carico al soggetto attuatore per soddisfare il preminente interesse pubblico.

Esso è disciplinato dall’art. 28-bis del Testo Unico dell’edilizia; il suo procedimento di formazione è quello previsto dal Capo II del Titolo II dello stesso TUE, mentre alla convenzione si applica altresì la disciplina ex art. 11 L. 241/90.

Il presupposto fondamentale e necessario è la possibilità di soddisfare l’esigenze di urbanizzazione attraverso questa modalità semplificata, cercando quindi di far combaciare le due fasi/procedure di emanazione dello strumento attuativo e rilascio del permesso di costruire.

Il Permesso di Costruire convenzionato non è stata una vera novità, di fatto i presupposti anticipatori c’erano già nel TUE all’art. 12; pur non prevedendo espressamente tale procedura, esso disciplinava tra i presupposti per rilasciare un PdC la possibilità di stipulare una convenzione tra privato e PA avente per oggetto l’adeguamento delle opere di urbanizzazione.

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