Carlo Pagliai
Ingegnere urbanista
Autore di “Ante ’67

Esiste una particolare categoria di spazi chiusi privi di funzione edilizia, che non determina aumento di volumetria o superficie,

La definizione richiama subito il concetto di “tomba”, cioè locale chiuso e inaccessibile per sempre, inutilizzabile e sopratutto interrato. Praticamente è come se non ci fosse neppure. In Edilizia però non funziona così.

Nel Testo Unico per l’edilizia D.P.R. 380/01 esiste la menzione dei locali tombati, inserita dentro una particolare categoria di Edilizia libera. In altre parole, non costituisce categoria di intervento autonoma.

E’ l’art. 6 comma 1 lettera e-ter, riformato dal D.Lgs. 222/2016, di cui è meglio riportarne estratto integrale:

(e-ter) le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano contenute entro l’indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale, ivi compresa la realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati;

Vorrei commentare con una riflessione: questo passaggio non afferma, e non equivale, che sia libero costruire locali tombati (al netto di tutte le norme di settore, vincoli, regolamenti edilizi e strumenti di pianificazione, ecc).

Leggendolo bene, l’oggetto è “le opere di pavimentazione”, e poi prosegue con “ivi compresa” una serie di interventi accessori, come:

  • realizzazione di intercapedini interamente interrate;
  • locali tombati;

In definitiva, volendo sfatare il credo che sia libero realizzare ovunque locali tombati, questa norma va letta per quello che è: una minore categoria di interventi per realizzare opere modestissime, diciamo irrilevanti ai fini dell’assetto del territorio.

Questo è per sintetizzare quando il locale tombato rientra nell’ambito dell’edilizia libera.

In ambito costruttivo di manufatti e organismi edilizi invece possono capitare casi in cui si rende necessario realizzare locali tombati per fini strutturali.

In altre parole, sono casi in cui occorre costruire locali completamente interrati (presunti tali) che sono destinati ad essere inaccessibili e privi di qualsiasi destinazione d’uso. Questi volumi vanno analizzati da un altro punto di vista, cioè quello urbanistico.

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