Irrilevanza valutazioni del notaio sulla regolarità immobiliare verso provvedimenti repressivi della P.A.

house brighton

Carlo Pagliai  Ingegnere e urbanista
Autore di “Ante ’67
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Gli atti di compravendita possono ritenere insussistenti gli abusi o difformità, ma non possono escludere il potere sanzionatorio verso essi.

Molto spesso mi confronto con persone che hanno acquistato immobili in buona fede, e soprattutto convinti di aver fatto un atto di trasferimento in piena regola.

Una buona parte di essi non è minimamente consapevole di cosa sta DAVVERO comprando, in termini di oggetto sotto il profilo della conformità.

Raramente capita che l’acquirente sia minimamente informato di qualche “marachella” combinata, ma che l’abbia accettata perché anche a lui tutto sommato fa comodo. In più si illude, o gli è stato fatto credere, che l’irregolarità abbia pure alzato il valore dell’immobile.

Quello che invece capita spesso, è che venditore e acquirente non abbiano entrambi la benché minima idea dello stato legittimo dell’immobile; oppure, che ne abbiano una vaga idea, ma che se ne strafottano di questo aspetto.

E su questi presupposti o convinzioni dirsi voglia, le parti contraenti vanno a braccetto a fare un bel rogito di trasferimento (Ne parlo anche nel mio libro “Ante ‘67”).

Magari, mi è capitato raramente che venditore e acquirente abbiano fatto valutare al notaio un parere circa l’inquadramento delle irregolarità edilizie e urbanistiche, da un punto di vista amministrativo comunale.

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