Contrasto tra planimetrie/elaborati e relazione tecnica nei titoli edilizi e permessi

Prevale il valore di quanto indicato negli elaborati grafici contenuti e autorizzati dalla Pubblica Amministrazione


Carlo Pagliai  Ingegnere e urbanista
Urban Planning, building and real estate consultant
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In genere nei permessi edilizi, comunicazioni e titoli abilitativi sono contenuti documenti grafici e relazioni descrittive, vediamo come valutarle.

Vuoi per errori materiali, vuoi per altro, possono capitare discordanze e perfino contraddizioni gravi tra quanto rappresentato negli elaborati grafici e quanto relativamente descritto nelle relazioni di accompagnamento.

Un esempio banale potrebbe essere l’indicazione della destinazione d’uso dell’immobile nelle piante, ad esempio “civile abitazione”, risultante in contrasto con la descrizione di ricettivo in relazione.

Forse eccessivo come esempio, ma calzante per confermare il principio di prevalenza e priorità probatoria/descrittiva risultante da quanto corredato nel titolo edilizio.

Resta il fatto che le incongruenze tra la rappresentazione grafica e descrittiva dell’immobile oggetto di intervento non è una ipotesi rara in cui imbattersi.

Tanto per essere chiari, in certi casi si pongono scenari incerti sulla possibile contestazione di falsa rappresentazione dei fatti.

La relazione tecnica infatti dovrebbe essere un documento in grado di eliminare dubbi sull’intervento e per chiarire con un altro linguaggio quanto non sia possibile indicare espressamente negli elaborati grafici.

La giurisprudenza afferma il principio di prevalenza agli elaborati grafici sulla relazione tecnica

In caso di contrasto tra planimetrie/grafici e relazioni descrittive di un titolo edilizio la preminenza va rinvenuta tra i primi, dal momento che la relazione assume funzione illustrativa ed integrativa dell’opera da realizzare, affinché possa essere eseguita correttamente (TAR Campania n. 5575/2018, Cass. Civ. 4280/1994).

Lo stesso principio vale anche per gli atti di pianificazione urbanistica e territoriale di un Comune, cioè il Piano Regolatore Generale.

In caso di contraddizione o incongruenza, il contrasto deve essere superato dalla preminenza delle planimetrie/elaborati grafici sulle relazioni, proprio perchè la volontà precettiva dell’amministrazione comunale deve intendersi racchiusa nella planimetria o nel grafico (TAR Campania n. 5575/2018, Consiglio di Stato, Sez. V, 2 aprile 1966 n. 563)

A volte però il contrasto e la contraddizione sono tali da non poter essere superati neppure col principio della prevalenza sulla relazione tecnica.

Qualora si presenti una situazione di insuperabile contraddizione e incongruenza tra parte analitica descrittiva e parte grafica del titolo edilizio, si ricade in una situazione di incertezza relativa all’intero titolo abilitativo.

Più chiaramente, se il contrasto è insuperabile, anche l’efficacia del titolo edilizio inizia a traballare nella sua validità.

Diverso invece è il caso di ipotesi per falsa rappresentazione dei fatti, che presuppone la coerenza intrinseca degli elaborati progettuali e relazione tecnica, tuttavia non conformi all’effettivo stato dei luoghi oggetti del titolo.

 

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