CILA: durata e validità dalla presentazione

Occorre chiarire che non si tratta di titolo edilizio rilasciato da ente pubblico ma una comunicazione inviata a cura e responsabilità del privato.

edilizia libera

Gazebi lignei sulla costa toscana – foto di Carlo Pagliai


Carlo Pagliai

 

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Giorni fa un lettore sull’argomento CILA ha commentato questo mio articolo circa l’impossibilità di effettuare il deposito finale (o variante finale) per le opere soggette alla cosiddetta “Edilizia Libera”.

Effettivamente la problematica merita attenta riflessione, considerato la sua attualità e diffusione.
Partiamo da un presupposto: 

Le CIL e le CILA, pur essendo nel capitolo “Titoli edilizi” del Testo Unico dell’Edilizia, non sono affatto titoli edilizi.

Il motivo ?

L’art. 6 del T.U.E. introduce l’elenco delle opere soggette a edilizia libera con la dizione
«i seguenti interventi sono eseguiti senza alcun titolo abilitativo ».

simbolo spuntaEsse non sono abilitazioni rilasciate da enti pubblici, piuttosto sono comunicazioni di parte (committenza) che vengono depositate a sua cura, spesa e soprattutto…. responsabilità.

La redazione e deposito preventivo della comunicazioni di inizio lavori è un onere posto a carico del proprietario o avente titolo, e occorre distinguere le due tipologie previste dal DPR 380/01:

  • CIL: senza asseverazione/supervisione di un tecnico professionista;
  • CILA: con asseverazione di un tecnico professionista;

Il deposito della CIL/CILA non può prescindere dalle norme di settore e sovraordinate per le quali occorre ottenere preventiva autorizzazione imposta dalle relative norme (es. paesaggistica e vincolistica varia).

2L’attuale impianto normativo nazionale non prevede durata di validità delle Comunicazioni Inizio Lavori;

2I titoli edilizi “tipici” come SCIA e PdC hanno efficacia tre anni, come stabilito dal TUE DPR 380/01.

Le CIL e CILA, a differenza della SCIA, hanno uno specifico regime nell’ambito della loro comunicazione iniziale rispetto all’esecuzione dei lavori e sono previste tre diverse casistiche con relative sanzioni:

  1. Deposito contestuale all’effettivo inizio lavori: esente da sanzioni;
  2. Deposito effettuato in corso d’opera: 333,33 euro;
  3. Mancata comunicazione: sanzione pecuniaria di 1.000 euro;

Sull’entità degli importi sanzionatori di cui sopra si è già scritto in questo articolo a cui si rimanda per approfondimenti.

3Per le Comunicazioni di Inizio Lavori non è prevista la possibilità di depositare varianti in corso d’opera o varianti finali col progetto effettivamente realizzato.

Ciò può apparire contraddittorio rispetto alla sostanza:

  • da una parte il Legislatore ha esteso la possibilità dell’Edilizia libera a certe tipologie di intervento fino a frazionare immobili (senza opere strutturali);
  • dall’altra parte non sono concesse le stesse modalità e semplificazioni consolidate dei titoli edilizi tipici;

Altro aspetto procedurale non chiaro sulle CIL e CILA riguarda la fine dei lavori e l’eventuale deposito dell’Agibilità per il “frazionamento libero introdotto con lo Sblocca Italia.

Il T.U.E. non ha specificato niente in merito all’obbligo di depositare la semplice comunicazione di fine lavori per le CIL/CILA;
come già scritto in un precedente articolo, non è obbligatorio ma caldamente consigliato.

 

This Post Has 12 Comments
  1. In Liguria con la modifica della LR 16_2008 l’articolo 25 oggi prevede al comma 3 “Le varianti in corso d’opera relative ad interventi oggetto di comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA), semprechè consistenti in opere rientranti nel relativo campo di applicazione, possono essere eseguite purchè attestate con apposito elaborato grafico in sede di comunicazione di fine lavori, da effettuarsi nel termine di sessanta giorni decorrente dalla data di ultimazione”

  2. Da un punto fiscale non vorrei dare indicazioni in quanto non specializzato nella materia.
    Chiaramente il consiglio che mi sento di condividere è di depositare la fine dei lavori quando effettivamente quel complesso di lavori legato alla pratica CILA sia concluso, e soprattutto che siano opere coerenti e rientranti nell’ambito della stessa pratica edilizia.

  3. Buongiorno Architetto,
    a luglio 2016 ho acquistato un appartamento ed ho presentato subito una C.I.L.A per manutenzione straordinaria . Tramite ditte varie (elettricista idraulico muratore) ho svolto i lavori, ed il 15/11/2016 ci ho preso la residenza e mi sono trasferito
    Adesso avrei da finire alcune opere (cambio portone d’ingresso, ristrutturazione di alcune finestre acquisto di alcuni elettrodomestici ecc ecc) .. la mia domanda è, posso ancora usufruire della detrazione fiscale?
    un saluto

  4. Premetto che non sapendo da quale regione mi sta scrivendo, le dico subito che la disciplina dei cambi d’uso è materia trattata dalle regioni. Detto questo, facendo riferimento alla sola normativa nazionale, ritengo non sia assai fondata questa ipotesi in quanto codesto intervento muta le caratteristiche globali dell’organismo edilizio. Prenda però questo commento con le molle e ampia riserva.

  5. buonasera, il mio tecnico ha presentato una CILA per cambio destinazione d’uso senza opere da civile abitazione a locale artigianale c 3 per esercizio d impresa,
    un altro tecnico stamani mi diceva che non era possibile effettuare un cambio del genere in una zona agricola e 1
    e possibile questa cosa ? grazie per l attenzione

  6. A meno che non lo preveda la sua Regione, a livello nazionale la CILA non ha termini di scadenza. E’ il suo punto debole e punto forte al contempo.

  7. Buongiorno, io ho presentato una CILA con inizio lavori il 18.03.2014. La proprietaria, per motivi finanziari, non ha ancora terminato. Il comune mi dice che devo fare la fine lavori entro i tre anni e poi presentare una nuova CILA con i lavori mancanti, ma non riesco a trovare il punto della normativa in cui si parla dei tre anni, a Lei risulta che anche la CILA abbia una scadenza? Grazie

  8. Mi è stata rifiutata Cila senza lavori strutturali per divisione immobile nel comune di Quarrata, nonostante tre integrazioni con meticolosa spiegazione. Mi hanno imposto di presentare una documentazione incredibile e surreale, Sino ad obbligarmi senza comunicazione scritta a trasformarla in Scia, senza deposito progetto al genio civile, con conseguenti oneri di fabbricazione per il tamponamento non strutturale di due vani porta. La CILA in questo comune non è praticabile, figuriamoci con variante a chiusura lavori!

  9. A conferma della problematica in oggetto proprio stamani mi è arrivata una email dal nostro collegio che informa che nei giorni scorsi la Rete Toscana delle Professioni Tecniche e Scientifiche è stata audita in IV Commissione del Consiglio Regionale in merito alle modifiche da apportare alla L.R. 65/14 e, tra le molteplici proposte, c’è quella di “prevedere la possibilità di effettuare il deposito della così detta variante finale nel caso di Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (CILA).”
    La ringrazio molto per aver affrontato l’argomento.

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