Lotto Inedificato E Asservito: Consentite Ulteriori Volumetrie Se Ammesse Dal PRG Vigente

Lotto inedificato e asservito: consentite ulteriori volumetrie se ammesse dal PRG vigente

Sui lotti urbani inedificati non sono ammesse ulteriori edificazioni se la volumetria ammissibile non supera quella realizzata sul lotto asservito.

Carlo Pagliai
Ingegnere  urbanista
autore di “Ante ’67 

Il Consiglio di Stato Sez. IV ha ribadito il fermo principio secondo cui la volumetria massima di un’area urbana già edificata è suscettibile di ulteriore edificazione solo quando gli edifici esistenti non esauriscano il “cubaggio” consentito dalla normativa e indici fondiari vigenti al momento di ulteriori domande di permesso di costruire.

In tali casi si deve considerare non solo la superficie libera ma anche la volumetria preesistente per verificare se, in relazione all’intero lotto originario asservito, vi siano ulteriori volumetrie residuali da realizzare, indipendentemente anche da successive cessioni a terzi di porzioni frazionate ed inedificate del lotto originario.

Cio emerge dalla quanto statuito dal CdS con sentenza n° 3251 del 01/07/2015, ribadendo gli stessi principi enunciati dalla stessa Corte in data 26/9/2008 con sentenza n° 4647.

Il caso di specie
Nel 1964 furono regolarmente costruiti due edifici su di un lotto unico conformemente al vigente PRG del 30/05/1953, che prevedeva certi indici edilizi di saturazione per l’area; dopo aver ottenuto la licenza edilizia il lotto originario asservito al cubaggio fu frazionato in due distinte particelle: sulla prima vi è stato edificato le costruzioni come da licenza, la seconda è rimasta inedificata fino ai giorni nostri.

Nel 1980 il Comune approva un nuovo PRG con indici volumetri inferiori rispetto al PRG 1953 e vigente al rilascio della licenza.
Nel 1994 i proprietari del lotto inedificato chiedono la Concessione Edilizia su di esso, che viene puntualmente respinta per i motivi esposto dal CdS e per il quale i proprietari avviano ricorso al TAR.
Il TAR respinge il ricorso dei proprietari, come anche l’Appello; la conclusione avviene al CdS che esprime nel proprio dispositivo un concetto già noto a chi opera nel campo dell’urbanistica attuativa e nella cosiddetta “ragioneria urbanistica”, quella branca relativa agli indici edificatori.

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