Carlo Pagliai
Ingegnere urbanista
Autore di “Ante ’67

Sono tipiche le installazioni dirette a soddisfare esigente temporanee che vengono smontate e ricollocate periodicamente in certe stagioni.

Pensiamo al classico chiosco sul mare utilizzato dallo stabilimento balneare per la stagione estiva.

E per rispondere al quesito del titolo, occorre farsi un’altra domanda: qual è la distinzione di costruzione normale e quella leggera?

La nozione giuridica di “costruzione” era già stata elaborata prima dell’emanazione del Testo Unico per l’edilizia D.P.R. 380/01. In essa la giurisprudenza vi ha ricompreso tutti i manufatti comportanti una trasformazione urbanistico edilizia del territorio. Essi hanno la capacità di modificare lo stato luoghi e pertanto, non avendo caratteristiche di assoluta precarietà, sono destinati a permanere nel tempo (Cass. Pen. n. 14539/2020).

Questo tipo di nozione è svincolato comunque dalle caratteristiche oggettive, costruttive o materiche dirsi voglia: non assume rilievo la differenza tra opere murario o altro genere, nè l’ancoraggio al suolo, la funzione attribuita. Risulta sufficiente la finalità dell’opera destinata a soddisfare un bisogno non temporaneo (Cass. Pen. n. 41067/2015).

In base a questa impostazione, ragionando in senso opposto, si dovrebbero ritenere consentite le installazioni di manufatti leggeri che non abbiano destinazione ad abitazione, ad ambienti di lavoro, a depositi o a magazzini e che presentino, in positivo, utilizzo di carattere temporaneo o che siano ricomprese in strutture ricettive all’aperto per la sosta ed il soggiorno e la sosta dei turisti, strutture queste ultime riferite, come si ricava dalla locuzione impiegata, a quelle individuate dall’art. 13 del D.Lgs. 23 maggio 2011, n. 79 (c.d. Codice del turismo) e, segnatamente, i villaggi turistici, i campeggi nell’ambito delle attività agrituristiche ed i parchi di vacanza, come deve desumersi dall’utilizzo della disgiuntiva “o” di cui all’art. 3 comma 1, lett.e.5) D.P.R. 380/01. (Cass. Pen. n. 14539/2020).

MANUFATTI PRECARI E STAGIONALI: I MIEI APPROFONDIMENTI

Tra diverse categorie di manufatti leggeri, smontati e ricollocati ogni anno nelle rispettive stagioni turistiche, ci sono quelli ad uso ristoro.
Mi viene a mente quei manufatti precari costituiti da tettoie pilastrate e telonate, oppure chiuse da vetrate scorrevoli.
Si tratta di manufatti che potrebbero avere notevole impatti esteriore, dimensionale e perfino strutturale, visto la finalità di capienza al pubblico.

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