Abusi Paesaggistici, Come Evitare Condanne Penali

Carlo Pagliai
Ingegnere urbanista
Autore di “Ante ’67

L’accertamento di compatibilità paesaggistica non chiude automaticamente la procedura penale, al giudice spetta valutare la sussistenza dei presupposti.

L’estinzione del reato per illeciti paesaggistici può avvenire sulla base di certe condizioni, e parliamo quindi di reati edilizi. In particolare di una sottocategoria di interventi e opere che hanno comportato un illecito nei confronti della disciplina paesaggistica vigente sul territorio.

Infatti esistono i vincoli di natura paesaggistica che possono riguardare immobili ed aree, imposti dalla normativa e in particolare:

  • per legge “ex Galasso” n. 431/1985, poi trasposta e assorbita da ultimo nel Codice dei Beni culturali e Paesaggio D.Lgs. 42/2004;
  • per notevole interesse pubblico, disposto da Decreto Ministeriale;
  • per notevole interesse pubblico, disposto in conseguenza della proposta della commissione “mista” regionale e ministeriale ex art. 137 del D.Lgs. 42/2004;

Tutti questi vincoli sono ricompresi nel piano paesaggistico regionale, che viene elaborato di concerto con tra Regioni, Ministero dei Beni culturali e Ministero dell’Ambiente e tutela del territorio (Art. 143 D.Lgs. 42/2004).

Quali condanne e sanzioni penali possono comportare gli abusi paesaggistici

Il regime sanzionatorio penale in materia paesaggistica è disciplinato dall’art. 181 del D.Lgs. 42/2004, che riporto integralmente in fondo al presente post. Tra l’altro proprio una parte dell’articolo contemplante le sanzioni penali da applicare, è stata oggetto di pronuncia di incostituzionalità n. 56/2016 della Consulta.

In linea generale posso sintetizzare che ci sono due livelli di punibilità per opere compiute su beni paesaggistici (immobili o aree) sotto il profilo penale:

  • pena ordinaria:
    opere compiute in assenza di autorizzazione paesaggistica o difformità da esse. In questi casi si applica la stessa pena prevista dall’art. 44 comma 1 lettera c del Testo Unico Edilizia ovvero l’arresto fino a due anni e l’ammenda da 15.493 a 51.645 euro (Art. 181 c.1 del D.Lgs. 42/2004);
  • pena maggiorata, per opere “rilevanti”:
    opere compiute su immobili o aree comportanti:
    – aumento volumetrico superiore al trenta per cento della costruzione originaria;
    – ampliamento della volumetria superiore a settecentocinquanta metri cubi;
    – nuova costruzione con una volumetria superiore ai mille metri cubi;
    Per esse è prevista reclusione da uno a quattro anni;

Sono diversificate queste sanzioni penali, ed esse dipendono molto dalla tipologia di illecito compiuto in queste zone.

Condizioni per estinguere il reato di abuso paesaggistico

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