Sottotetto, Il Classamento Catastale Prescinde Dai Requisiti Di Abitabilità

Carlo Pagliai
Ingegnere urbanista
Autore di “Ante ’67

Ai fini fiscali non è rilevante la piena sussistenza delle caratteristiche necessarie per ottenere l’agibilità

Poniamo il caso di un appartamento, dotato di soprastante sottotetto esclusivo con altezze interne nette inferiori a quelle minime necessarie e richieste dalle normative in materia igienico sanitaria ed edilizia.

In altre parole, secondo il proprietario il locale sottotetto risulta non essere “giuridicamente abitabile”, o forse sarebbe meglio dire “amministrativamente abitabile”.

In aggiunta, rammento anche questa distinzione tra sottotetti e vani tecnici

In sede di accatastamento esso viene proposto dal dichiarante proprietario (tramite Docfa) con classamento proposto in categoria A/2 per l’appartamento e C/2 per il vano sottotetto.

Entro i termini di legge, l’Agenzia delle Entrate, rettifica il classamento proposto portando l’appartamento in A/7 e il sottotetto in C/6, incrementando anche le relative rendite.

Il proprietario, in veste di contribuente, ha impugnato in Commissione Tributaria provinciale la rettifica catastale vincendo in primo grado, rilevando che il locale sottotetto sia dotato di altezza inferiore al minimo necessario previsto dalle norme.

Nell’appello la Commissione Tributaria regionale riformava e ribaltava la precedente decisione, sostenendo l’effettiva destinazione abitativa del sottotetto in quanto dalle planimetrie depositate esso risultava “modificato con una divisione in ambienti ed una sistemazione di finestre ed una terrazza a livello”. In Cassazione le cose invece seguono una diversa valutazione, con motivi condivisibili.

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