Carlo Pagliai
Ingegnere urbanista
Autore di “Ante ’67

La Regione Toscana ha pubblicato sul BURT n° 28 del 20/05/2015 l’approvazione del PIT, il piano di indirizzo territoriale a valenza paesaggistica, approvato a maggioranza del Consiglio Regionale il 27 marzo 2015 con Delibera consiliare n. 37; sul documento sono descritti tutti i passaggi intermedi del percorso legislativo che hanno portato alla redazione, modifiche e sua emanazione.

IL NODO DELLE OSSERVAZIONI CARTOGRAFICHE

Contestualmente sullo stesso BURT, a pagina 41 e 42, il Consiglio Regionale emette la la curiosa risoluzione n. 310 del 27 marzo 2015.
Questa prende atto nelle premesse che per l’individuazione delle aree tutelate (vincolate) da norme sovraordinate (ex Galasso, Codice dei Beni Culturali, ecc) era stata rimandata dal Piano ad una fase successiva alla sua entrata in vigore; inoltre considera la notevole mole di osservazioni relative alla non precisione cartografica di certe aree vincolate per il rilascio delle competenti autorizzazioni.
Alla luce di ciò, la suddetta risoluzione ha impegnato (delegato) la Giunta Regionale a dar corso tempestivamente, in collaborazione con i Comuni toscani e le altre amministrazioni interessate alle misure di implementazione e integrazione del piano paesaggistico per gli aspetti-contenuto sopra richiamati e concernenti, dando priorità a quelli che hanno già presentato puntuali e circostanziate osservazioni in merito.

ciò riguarda in particolare la migliore definizione per:
l’aggiornamento della cartografia ricognitiva delle aree tutelate per legge, ex 142 del Codice (territori costieri, laghi, corsi d’acqua, boschi, ecc), nonché quella riguardante l’individuazione delle aree di cui all’articolo 143, comma 4, lettere a) e b), del Codice;
la revisione dei vincoli apposti per decreto di cui all’articolo 136 del Codice (immobili di bellezza naturale, ville, giardini, parchi, bellezze panoramiche, ecc), in relazione a quanto osservato dai comuni e mediante il procedimento di cui agli articoli 137 e seguenti del Codice.

Opinione dello scrivente
A mio avviso era meglio prevenire che curare.
Intanto ancora una volta molti cittadini e tecnici professionisti si devono sobbarcare ulteriori disagi derivanti dall’apposizione di un vincolo che materialmente neanche esiste: solo nel Comune di Empoli io stesso ho rilevato dalle cartografie vincoli forestali sui canneti cresciuti lungo le ferrovie in mezzo ad una pianura antropizzata, e tanti altri casi per cui ho professionalmente assistito clienti e tecnici come consulente per la Pianificazione territoriale.
Inoltre non sono certi i tempi per la loro ricognizione, e non sono molto chiari i metodi. L’unico apporto concreto può venire dall’implementazione dei Piani Strutturali e Regolamenti urbanistici.

NORME COMUNI PER ENERGIA RINNOVABILE DA EOLICO E BIOMASSE
Nell’elenco degli allegati del PIT si segnala l’interessante argomento in merito alla localizzazione delle aree non idonee alla loro installazione e le prescrizioni relative al corretto inserimento nel paesaggio e sul territorio.

APPROFONDIMENTO:
PIT Toscana e le prescrizioni per Eolico e Biomasse →



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