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Foto satellitari utilizzabili come prova attestante l’esistenza dei manufatti in varie epoche, ennesima conferma dalla giurisprudenza

La verifica della preesistenza di certi manufatti e opere ad una certa epoca è imposta dalla norma sullo Stato Legittimo dell’immobile di cui all’articolo 9-bis comma 1-bis DPR 380/01.

Ciò significa che occorre accertare l’esatta epoca e consistenza con elementi probanti, vale a dire documenti aventi data certa, in possesso o accessibili anche alla Pubblica Amministrazione; le foto aeree e satellitare sono utilissime per effettuare questo tipo di verifiche, perchè possono comprovare lo stato dei luoghi e dell’edificio ad un dato momento. Magari è possibile che il loro grado di precisione e qualità non sia sufficiente per verificare al centimetro la sagoma, sedime e soprattutto l’altezza del fabbricato, ma possono consentire intanto una valutazione sommaria dell’esistenza o meno ad una certa data di scatto.

Le principali variabili che possono ridurre un’accurata lettura dei fotogrammi e delle immagini riprese sono le seguenti:

  • altezza dal suolo
  • risoluzione di scatto
  • illuminazione e umidità
  • tipologia di supporto
  • tecnologia di produzione e restituzione
  • condizioni e conformazioni locali
  • ombre portate
  • e altre.

Le FOTO SATELLITARI pubblicate su Google Earth©, Google Maps© o similari possono essere utilizzate come elementi probanti l’epoca del manufatto, per dimostrarne le legittimità urbanistico-edilizia, o in senso contrario ad accertarne la natura abusiva? La giurisprudenza penale e amministrativa continuano a confermarne la possibilità, già analizzata in precedenti post.

Analogamente a quanto già detto per le foto aeree, tra i vari operatori è prassi consolidata utilizzare foto satellitari pubblicate su vari portali, anche dalla Pubblica Amministrazione incaricata di effettuare accertamenti. Proprio perchè trattasi di sistemi facilmente e velocemente accessibili a tutti, il loro impiego è assai diffuso per prime verifiche preliminari.

Propongo anche la versione video commentata:

Cassazione conferma l’utilizzo per accertamenti legittimità immobile

La Corte di Cassazione Penale continua nel proprio consolidato orientamento ad affermare che

in tema di prove, i fotogrammi scaricati dal sito internet “Google Earth”, . costituiscono prove documentali pienamente utilizzabili ai sensi dell’articolo 234, comma 1, cod. proc. pen. o 189 cod. proc. pen., in quanto rappresentano fatti, persone o cose, essendo ben diversa, ovviamente, la questione relativa alla valutazione del loro contenuto e alla corrispondenza al vero di quanto in essi rappresentato, questione che, invero, non è stata esplicitamente eccepita in modo diretto dal ricorrente (Cass. Pen. n. 35869/2023, n. 39087/2022, n. 48178/2017).

In altre pronunce le fotografie estrapolate dal sistema Google Earth© sono state utilizzate per effettuare una comparazione con altre informazioni cartografiche catastali, al fine di accertare epoca e congruenza. Ad esempio nella sentenza di Cass. Pen. n. 39087/2022 sono state utilizzate per dimostrare l’esecuzione di un ampliamento, risultato assente nelle immagini del 2018 ed esistente nel 2020.

Infatti in questo ambito occorre avere una elevata preparazione in materia cartografica e aerofotogrammetrica: non è per niente facile interpretare i fotogrammi aerei e satellitari, a volte per avere un miglior grado di certezza occorre utilizzare sistemi tecnologici (stereoscopici) non accessibili a tutti. Ergo, vi occorrerà un professionista altamente preparato.

Le foto tratte da Google Earth© sono utilizzabili anche per dimostrare esistenza e consistenza dei manufatti anteriormente alla data utile per accedere ai vari Condoni edilizi e sanatorie edilizie (Cass. Pen. n. 5243/2023).

Anche il Consiglio di Stato ritiene applicabili foto satellitari

Nella sentenza n. 984/2024 il Consiglio di Stato ha ritenuto legittimo utilizzare le immagini satellitari ricavabili dalla nota applicazione Google Earth©, utilizzabili in generale come prova.

Ci sono decine di sentenze anche di Consiglio di Stato in cui non si mette più in dubbio la natura probante delle foto satellitari pubblicate su vari portali, accessibili perfino dal telefonino; sono numerose quelle in cui tali immagini sono state utilizzate per datare l’esistenza o meno di certe opere, anche per manufatti di modesta rilevanza come piccole tettoie (vedi Cons. di Stato n. 9749/2023).

E’ opportuno rammentare che l’utilizzo delle foto satellitari viene utilizzato anche comparando i vari stadi soprapposti scattati nelle rispettive epoche, in quanto georeferenziate sui relativi portali. Significa che chiunque nel giro di pochi secondi può esaminare l’evoluzione costruttiva dei manufatti susseguitasi nel corso del tempo.

Conclusioni e consigli

Occhio alla penna: da circa venti anni i satelliti rotanti sulla nostra testa sono anche “guardoni” degli abusi edilizi, e non concedono tanti margini di interpretabilità, soprattutto quando in ballo ci sono edifici e trasformazioni del territorio.

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carlo pagliai

CARLO PAGLIAI, Ingegnere urbanista, esperto in materia di conformità urbanistica e commerciabilità immobiliare
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