Tolleranze di costruzione 2% misure progettuali [Video Bonus]

L’argomento è stato trattato in maniera minimale dalle norme edilizie e urbanistiche.

Tolerance – Ph. Carlo Pagliai


Carlo Pagliai  Ingegnere e urbanista
Urban Planning, building and real estate consultant
Blogger, YouTuber and digital communicator

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Puntuale come un orologio, scatta sempre il problema del margine entro il quale non si sfora nei problemi.

L’attuale ordinamento nazionale del DPR 380/01 prevede, e dispone, un limite di tolleranza entro il quale non si concretizza alcun illecito edilizio. 

Ciò resta comunque distinto dalle diverse normative settoriali quali la paesaggistica, beni culturali, ecc.

Il limite del 2% delle tolleranze nelle costruzioni, da rapportare in riferimento alle misure progettuali, è stabilito dall’art. 34 c.2-ter, e si riferisce ai quattro parametri di volume, superficie coperta, altezza e distacchi.

Troppo pochi, e troppa incertezza: il problema infatti emerge se tali tolleranza debbano essere solo riferite alla singola unità immobiliare e/o anche all’intera sagoma del fabbricato. In quest’ultima ipotesi diventa difficile applicare questa disposizione e rientrare nella fascia di non punibilità sotto il profilo urbanistico.

In questo video ho sintetizzato anche questo aspetto, puoi commentarlo direttamente nel canale YouTube: 

 

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This Post Has 4 Comments
  1. Caro Pagliai, a proposito della tolleranza del 2 % di cui all’art. 34 del DPR 380/2001, vorrei approfittare della sua ospitalità per proporLe questo quesito:
    – un edificio, costituito da un’unica unità immobiliare, realizzato in epoche diverse con tre diversi titoli edilizi, presenta una difformità plano-volumetrica che si sostanzia in un aumento, sia della superficie coperta, sia del volume assentiti;
    – allo stato non è possibile accertare, ai sensi dell’art. 36 del DPR 380/2001, la doppia conformità urbanistica di tale difformità;
    – più precisamente, sarebbe attualmente possibile accertare la doppia conformità urbanistica della difformità in termini di volume ma non in termini di superficie coperta essendo mutato nel tempo il parametro della superficie coperta ammissibile;
    – tuttavia, la consistenza della suddetta difformità plano-volumetrica rientrerebbe nell’ambito della tolleranza del 2 % rispetto alla consistenza dell’intero edificio (e quindi rispetto all’unica unità immobiliare costituente l’edificio stesso) realizzato conformemente rispetto ai progetti allegati ai tre diversi titoli edilizi;
    – Le chiedo, pertanto, se in questo caso sarebbe applicabile la norma di cui all’art. 34 del DPR 380/2001 inerente la tolleranza del 2 %.
    Il mio dubbio interpretativo sorge riferendomi analogicamente all’art. 36 del DPR 380/2001 e cioè: se potessi utilizzare l’art. 36 del DPR 380/2001 per dimostrare la conformità urbanistica della difformità (cosa non possibile, come Le dicevo), lo farei riferendomi all’intero edificio, ancorchè questo sia stato realizzato con tre diversi titoli edilizi, e non alla parte di edificio nell’ambito della quale ricade la difformità stessa.
    La ringrazio in anticipo dell’attenzione e dell’eventuale cortese risposta e Le porgo i migliori saluti.

  2. Il Limite del 2% è spesso usato come un piccolo margine per allargarsi un po. Ma in alcuni casi copre l’errore umano, come per esempio nel mio caso.

    Un Sottotetto Abitabile al di sotto del quale, invece di 2.40 mt come altezza minore l’hanno realizzata 2,46, praticamente 1 cm in più del limite del 2%.

    Questo è un caso limite, ma io mi domando e dico, se la difformità è infinitesimale come in questo caso di un centimetro o poco altro, si corre il rischio di sanzioni o si è rigidi su questo 2% ?

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