Stralcio Piano Regolatore e modifica di ufficio

Carlo Pagliai
Ingegnere  urbanista
autore di “Ante ’67 

Le modifiche al P.R.G. apportate con osservazioni possono richiedere il riesame dello strumento urbanistico

Un Piano Regolatore viene proposto in Consiglio Comunale, che provvede ad adottarlo.

E per adozione, si deve intendere una approvazione provvisoria con riserve di ulteriori modifiche e perfezionamenti da apportare tramite le osservazioni scritte da chiunque.

In altre parole l’osservazione è un “istituto partecipativo”, con cui poter inviare al Comune le proprie critiche alla proposta di Piano Regolatore adottata, per vari scopi:

  • migliorare la forma e i dettagli;
  • migliorare l’applicabilità effettiva;
  • verificare eventuali contrasti, contraddizione e incongruenze;
  • verificare e discutere le scelte politiche pianificatorie e attuative coinvolgenti la proprietà privata e pubblica;
  • consentire al cittadino di verificare l’eventuale lesione di interessi privati e/o pubblici;
  • apportare miglioramenti;
  • ecc.

In questo senso le osservazioni si traducono in contributi scritti che dovranno essere esaminati dal Consiglio Comunale nella apposita fase chiamata “controdeduzione”. Ciò significa che il C.C. esamina ciascuna proposta, e risponde puntualmente con adeguata motivazione.

La disamina dell’osservazione pervenute (entro i dovuti termini di legge) si può concludere cosi:

  • accoglimento totale (o parziale);
  • non accoglimento;

L’accoglimento dell’osservazione può modificare la proposta di Piano Regolatore adottata, e in certi casi potrebbe diventare necessaria la ripubblicazione di esso.

Quindi, l’osservazione può modificare in maniera sostanziale una scelta localizzata o generale?

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