Le modifiche al P.R.G. apportate con osservazioni possono richiedere il riesame dello strumento urbanistico

Un Piano Regolatore viene proposto in Consiglio Comunale, che provvede ad adottarlo.

E per adozione, si deve intendere una approvazione provvisoria con riserve di ulteriori modifiche e perfezionamenti da apportare tramite le osservazioni scritte da chiunque.

In altre parole l’osservazione è un “istituto partecipativo”, con cui poter inviare al Comune le proprie critiche alla proposta di Piano Regolatore adottata, per vari scopi:

  • migliorare la forma e i dettagli;
  • migliorare l’applicabilità effettiva;
  • verificare eventuali contrasti, contraddizione e incongruenze;
  • verificare e discutere le scelte politiche pianificatorie e attuative coinvolgenti la proprietà privata e pubblica;
  • consentire al cittadino di verificare l’eventuale lesione di interessi privati e/o pubblici;
  • apportare miglioramenti;
  • ecc.

In questo senso le osservazioni si traducono in contributi scritti che dovranno essere esaminati dal Consiglio Comunale nella apposita fase chiamata “controdeduzione”. Ciò significa che il C.C. esamina ciascuna proposta, e risponde puntualmente con adeguata motivazione.

La disamina dell’osservazione pervenute (entro i dovuti termini di legge) si può concludere cosi:

  • accoglimento totale (o parziale);
  • non accoglimento;

L’accoglimento dell’osservazione può modificare la proposta di Piano Regolatore adottata, e in certi casi potrebbe diventare necessaria la ripubblicazione di esso.

Quindi, l’osservazione può modificare in maniera sostanziale una scelta localizzata o generale?

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