Quando il giudice sospende o annulla in primo grado un’ordinanza di demolizione, il termine di novanta giorni non riparte da zero, ma riprende per la parte residua dopo una successiva pronuncia sfavorevole.

Sembra di essere di fronte a una nuova “frana di Agrigento”, quale evento certificatore di un fallimento lungo decenni, proprio come avvenne con la Legge ponte n. 765/67. E questo problema su Milano è proprio figlio di una disciplina urbanistica rimasta volutamente piantata nel 1967, dimostrando incapacità o disinteresse (o entrambi) sulla materia del legislatore, di tutti i colori e varianti politiche. Pianificare o anticipare i problemi non piace, soprattutto in una materia complessa e impattante come il governo del territorio. Al netto delle possibili soluzioni, che vanno assolutamente trovate su questa vicenda, ho il sentore che a livello politico ci sia un conflitto elettrico: abbiamo Destra e Sinistra legati per mani e piedi a vicenda, per salvare reciprocamente alcuni propri interessi ben noti.
O alzano la posta in gioco, portando ad un livello più ampio di condono edilizio per tutti, oppure si salverà solo questa storiaccia, magari aprendo alla riforma di una nuova legge 1150/42.
Se però la dovete fare con lo stesso stile della “Doppia Conforme” lasciate proprio stare. Intanto resterò vigile sulla vicenda, perchè siamo alle soglie di un evento che segnerà in tutti i sensi la politica e normativa in materia urbanistica di questo Paese.
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CARLO PAGLIAI, Ingegnere urbanista, esperto in materia di conformità urbanistica e commerciabilità immobiliare.
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