Opere Realizzate Con Titolo Sbagliato: DIA Invece Di Permesso Di Costruire

Opere realizzate con titolo sbagliato: DIA invece di Permesso di Costruire

Carlo Pagliai
Ingegnere urbanista
Autore di “Ante ’67

La corretta qualificazione dell’intervento edilizio è collegata all’efficacia del titolo abilitativo

Oggi andiamo a fare accesso agli atti negli archivi comunali, per cercare vecchie pratiche edilizie. Spesso ci imbattiamo nella Denuncia Inizio Attività (D.I.A.), una procedura andata definitivamente in pensione col D.Lgs. 222/2016 “Decreto SCIA 2”.

Tale procedura era simile a quella dell’attuale Segnalazione Certificata Inizio Attività (SCIA), cioè consisteva in una pratica con cui il privato cittadino comunicava alla Pubblica Amministrazione la volontà di effettuare a breve termine un intervento edilizio (trenta giorni). Il Comune aveva il potere/dovere di fare istruttoria, verificarne la conformità agli strumenti urbanistici, alle norme e alle diverse discipline, nonchè la verifica di tutti gli aspetti previsti dalla normativa.

Oggi, dicevo, andiamo a fare gli accessi agli atti e ci troviamo spesso questo tipo di pratica edilizia; la D.I.A. era una pratica con cui era possibile fare interventi edilizi di diverso tipo, compreso un certo grado di ristrutturazione edilizia. In questo senso le normative regionali hanno spesso provveduto a limitarne o espanderne l’ambito di applicazione.

Col tempo alcuni difetti applicativi hanno reso necessario rivedere l’istituto della Denuncia di inizio attività, per farlo “affiancare” in un primo tempo dalla SCIA, infine per farlo sostituire definitivamente.

La DIA e la SCIA hanno molte differenze ma anche molte cose in comune: la validità ed efficacia è condizionata al rispetto di molte normative, procedure e altro.

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Per la DIA (e verosimilmente la SCIA) la condizione essenziale di efficacia era la conformità dell’intervento edilizio alla discipline aventi incidenza urbanistico edilizia.

In altre parole, l’intervento edilizio oggetto di comunicazione unilaterale dal cittadino doveva essere pienamente rispondente a tutta la matassa di normative.

Tra questi aspetti vi rientrava la corretta qualificazione dell’intervento edilizio, cioè che tale intervento rientrasse (davvero) nell’ambito della Denuncia Inizio Attività.

Nel caso in cui l’intervento, comunicato con DIA, rientrasse invece in quelli soggetti a Permesso di Costruire, si configura ugualmente illecito edilizio.

Premessa: la fattispecie trattata riguarda un caso scaturito in epoca anteriore alle riforme Madia 2015/2016.

In area riservata ho spiegato le motivazioni e dettagli sulla questione:

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