Diniego Condono Edilizio In Vincolo Paesaggistico: Motivazione E Termini

Diniego Condono edilizio in vincolo paesaggistico: motivazione e termini

L’indicazione delle ragioni assunte per valutare l’incompatibilità dell’intervento non richiedono specifica motivazione

Carlo Pagliai
Ingegnere urbanista
Autore di “Ante ’67

La presentazione della domanda di condono non garantisce alcuna certezza circa il suo possibile rilascio da parte del Comune.

Come già detto più volte nel blog, la domanda di condono è appunto una domanda, non una risposta.

La risposta, caso mai, dovrà venire dal Comune col rilascio della Concessione edilizia in sanatoria (o autorizzazione edilizia in sanatoria, a seconda della tipologia di intervento ex L. 47/85).

La questione e l’iter di verifica si complica nel momento in cui sono presenti vincoli di tipo paesaggistico, ovvero:

  • di notevole interesse pubblico (ex L. 1497/39);
  • imposti per legge (ex L. 431/85);

Li chiamiamo oggi “vincoli paesaggistici” alla luce delle modifiche introdotte dal Codice dei Beni Culturali e Paesaggio ex L. 42/2004, ma prima di esso erano codificato anche come vincoli ambientali.

Rispetto agli illeciti edilizi oggetto di condono, questi vincoli possono essere stati istituiti prima o dopo:

  • l’esecuzione effettiva delle opere;
  • la presentazione della domanda di Condono;

La possibilità di condonare abusi in zone vincolate dipende anche dal tipo di Condono Edilizio (Primo, secondo e terzo).

Partiamo con ordine: il primo condono edilizio è stato quello che ha dato più margini per poter regolarizzare gli abusi.

Il secondo e il terzo provvedimento di sanatoria edilizia straordinaria (Condono), sono stati sempre più restrittivi in questo senso.

Le leggi n. 724/94 e 326/03, rispetto al primo, hanno introdotto limiti sempre più restrittivi sia per tipologie di intervento che per vincoli; infatti il terzo condono prevedeva alcune ipotesi di intervento automaticamente escluso dai benefici del condono qualora fossero compiuti in zone vincolate.

Tutta questa serie di premesse era essenziale per focalizzare meglio il nodo del diniego del Condono edilizio dovuto all’incompatibilità col vincolo.

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