Zurich

Non esiste una “regola generale” per configurare gli interessati all’impugnazione degli atti di pianificazione urbanistica (salvo eccezioni).

Partiamo da una storia che accade spesso ai nostri committenti.

Il Comune di vattelappesca approva il nuovo strumento urbanistico generale (Piano Regolatore Generale, poi ogni Regione fa scelte autonome). In una zona, ci sono due lotti confinanti tra loro e in possesso a proprietari diversi, e il nuovo P.R.G. contestualmente aumenta gli indici edificatori ad uno e li riduce all’altro. Oppure siano modificate le destinazioni e previsioni di un singolo lotto confinante.

Ovviamente come per magia, il proprietario confinante sente la sensazione di aver subito una sorta di “ingiustizia”, uno spoglio della sua proprietà in favore del vicino (eh, questi vicini sono sempre dei “cattivoni” o amici della Politica locale, Poteri forti, eccetera).

Bene. Anzi, male. Il vicino, sentitosi “depredato” o escluso dall’improvviso cambiamento della previsione, decide di agire contro l’approvazione dello strumento urbanistico.

So bene che accettare le scelte discrezionali del P.R.G. può risultare indigesto a qualcuno.
E’ pur vero che ogni strumento urbanistico detta scelte politiche di sviluppo e assetto del territorio.

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Il P.R.G. è uno strumento politico tecnicamente assistito, e pertanto:

se il nuovo strumento urbanistico e di pianificazione potrebbe contenere previsioni discutibili, possono essere oggetto di valutazione per vizi di sproporzione, illogicità, illegittimità e irragionevolezza.

Vediamo allora quali sono le possibili azioni per discutere le modifiche alle scelte di pianificazione urbanistica e territoriale:

  1. Partecipazione: esiste l’istituto (e procedura) delle osservazioni, introdotto fin dalla L. 1150/42; con essa ogni cittadino può presentare l’osservazioni allo strumento urbanistico generale, anche senza essere portatore di specifici interessi;
  2. Impugnazione: i soggetti interessati, e controinteressati, possono impugnare in sede amministrativa gli atti di pianificazione adottati o approvati dal Comune. Ciò è subordinato ad una serie di condizioni e presupposti, che saranno oggetto di valutazione.

Saltando il primo punto perchè non interessa in questa storia, analizziamo il secondo: l’impugnazione al T.A.R.

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