Carlo Pagliai
Ingegnere urbanista
Autore di “Ante ’67

Il provvedimento può essere ritirato anche a distanza temporale, previa sussistenza di interesse pubblico nei confronti dei privati destinatari

Ipotizziamo questa fattispecie: la domanda di concessione edilizia aveva per oggetto la costruzione di un ristorante all’interno di un villaggio turistico. La concessione viene rilasciata nel 1992 senza tener conto del vincolo di inedificabilità assoluta (fascia di 300 m dalla battigia), disposto allora dall’art. 51 della L.R. Puglia n. 56/1980. Tale normativa regionale intendeva salvaguardare il paesaggio e porlo come interesse pubblico prevalente su quello dell’edificazione privata.

Nel 2001 l’ufficio tecnico comunale ha accertato il rilascio della C.E. avvenuto in assenza dei necessari presupposti, in quanto l’opera è situata entro tale fascia di inedificabilità, quindi non autorizzabile in nessuna ipotesi.

In casi simili è difficile, se non impossibile, fornire certezza alla “intoccabilità” della concessione rilasciata a fronte di revisione della P.A. Eppure non sono infrequenti i casi di concessioni edilizie (o permessi di costruire) rilasciati in carenza dei necessari presupposti, come ad esempio i vari nulla osta o autorizzazioni dei vari enti collaterali.

Certamente, la questione ruota tutta attorno all’adeguata e corretta motivazione dell’annullamento, e delle particolari condizioni al contorno.

PROSEGUI Lettura in AREA RISERVATA

accedi o iscriviti gratis

per beneficiare di contenuti speciali