Le planimetrie allegate al condono non sanano automaticamente tutte le difformità rappresentate, la mancata verifica può lasciare irregolarità e produrre uno Stato Legittimo parziale.

La proposta di riaprire i termini del del terzo condono edilizio (L. 326/2003) è apparsa lo scorso 20 maggio 2026, aprendo da subito un dibattito politico da toni aspri e ormai già noti. Si è trattato di un emendamento depositato all’interno del percorso parlamentare che dovrebbe portare al futuro Codice dell’Edilizia, cioè il Disegno di Legge delega n. 2826, che dovrebbe riordinare l’intera materia edilizia e coordinarsi anche con l’urbanistica.
FOCUS: proposta riapertura Terzo Condono L. 326/2003.
Oggi, 29 maggio 2026, sulla testata giornalistica Open.online, è stata pubblicata la notizia che l’emendamento sulla riapertura del terzo condono edilizio è stato ritirato; in altre parole, non se ne fa più più niente, almeno per adesso. La deputata di riferimento ha annunciato il ritiro, senza rinnegare il merito della proposta, giustificando anche che il suo non era un tentativo di aprire un nuovo condono edilizio, ma di riaprire quello del 2003, soprattutto per consentirne l’accesso alla regione Campania, in quanto esclusa da quei benefici a causa di contenziosi di incostituzionalità della norma di recepimento regionale. Inoltre, la deputata ha manifestato la volontà di evitare strumentalizzazioni e di non voler incidere sull’iter del Piano Casa. Tuttavia, si legge nell’articolo pubblicato sulla testata, che la «La materia in oggetto dell’emendamento dovrà essere affrontata e risolta».
In sostanza, tutto rinviato perchè l’argomento dell’abusivismo edilizio non può essere ignorato ancora. => Segui gli sviluppi dal gruppo WhatsApp.
Tutti i diritti sono riservati – all rights reserved

CARLO PAGLIAI, Ingegnere urbanista, esperto in materia di conformità urbanistica e commerciabilità immobiliare.
DISCLAIMER. Il presente contenuto ha esclusiva finalità informativa e divulgativa. Non costituisce e non può costituire consulenza tecnica, legale o professionale, né può essere utilizzato come parere in alcuna sede. Ogni immobile e ogni intervento richiedono valutazioni specifiche caso per caso, pertanto resta tutto riservato su inquadramento, fattibilità e soluzioni applicabili.
Articoli recenti
- Sanatoria condominiale: tra parti comuni e disponibilità dell’immobile diventa sempre più difficile
- Serra solare o veranda: progetto L.10/91 deve dimostrare vantaggi energetici (Cons. di Stato n. 6425/2026)
- Pergotenda 70 mq per ristorante ammessa in edilizia libera (Cons. di Stato 6424/2026)
- Conformità catastale, non tutte le discordanze rendono nullo rogito notarile (Cass. civ. 18649/2026)
- Chi deve dimostrare la data di realizzazione di un abuso edilizio? Riparto onere probatorio PA-cittadino (Cons. di Stato n. 6374/2026)
- Condono edilizio parziale, il rilascio sana solo le opere espressamente dichiarate
