Il Presidente ha espresso di non esser d’accordo sull’incentivo perchè avrebbe causato aumento dei costi delle ristrutturazioni

Una presa di posizione molto forte, oserei dire pesante, quella espressa dal Presidente del Consiglio Draghi ieri (3 maggio), con cui ha espresso la sua contrarietà sul Superbonus 110%.

L’affermazione è basata sul costo di efficientamento, che a suo dire è più che triplicato grazie al superbonus che toglie l’incentivo alla trattativa sul prezzo.

Ho fatto un video un pò lungo in diretta dove ho provato ad analizzare le diverse concause e comportamenti che hanno portato all’aumento dei prezzi nelle ristrutturazioni edilizie incentivate con le cessioni del credito e sconto in fattura.

In primis ha inciso la congiuntura internazionale con aumento delle materie prime, basti vedere cosa accade negli appalti pubblici e relativi decreti “ristori” per compensare questi aumenti.
Poi hanno inciso altre concause di contorno, perchè i problemi non vengono mai da soli.

Infine, effettivamente la possibilità di fare “ristrutturazioni gratuite” ha fatto scattare nella mente di molti soggetti un atteggiamento diverso da quello tenuto in condizioni di libero mercato senza cessione del credito. E se ho capito bene, il Presidente Draghi ne ha evidenziato uno tra i tanti, ovvero l’assenza di contrattazione dei prezzi e costi delle opere. Diciamo che non ha detto proprio male, e mi trovo allineato con questo pensiero.

Ammettiamo pure che la misura del Superbonus 110 non gli sia mai stata espressamente simpatica, a giudicare dal crescendo di norme e modifiche apportate negli ultimi sei mesi.

Concludo e invito a vedere il video, ipotizzando che questa affermazione del Presidente abbia ufficialmente aperto la stagione di “exit strategy” della cessione del credito nelle detrazioni fiscali.

CARLO PAGLIAI, Ingegnere urbanista, esperto in materia di conformità urbanistica negli atti notarili e commerciabilità degli immobili

CONTATTINEWSLETTERVIDEO

Articoli recenti