Spieghiamo la Crisi dei Geometri, Architetti e Ingegneri

Molti professionisti incolpano questo o quello se il settore edilizio non funziona, quando invece dovrebbero adeguarsi al Cambiamento in atto

mare in tempesta Versilia

Mare mosso in versilia – Foto per g.c. di Stefasub. 


Carlo Pagliai

 

di Carlo Pagliai                     segui su:   logo twitter     Linkedin    Facebook


Caro Geometra, Architetto e Ingegnere, diciamoci la verità senza nascondersi dietro a un dito: erano bei tempi quando con la “pianta tipo” costruivi sette piani; erano bei tempi quando la gente si indebitava per comprare ogni metro quadrato cementificato.

Probabilmente molti colleghi commenteranno stizziti le mie seguenti parole, e non me fregherà un bel niente.

Rammenti quante volte è venuto un perito della banca col “sopralluogo dei cinque minuti” e sovrastimava il valore degli immobili per accontentare l’acquirente affinché infilasse nelle rate del mutuo anche mobili, il viaggetto alle Seychelles e l’abbonamento Pay Tv?

Ricordi quante espansioni urbane e speculazione edilizia sia stata fatta negli ultimi venti anni quando già c’era un enorme patrimonio edilizio esistente sfitto e da recuperare ?

Quanti immobili di nuova costruzione fatti da cani, difformi e con qualità discutibile rispetto al loro prezzo esorbitante hai avuto modo di visionare ? Parecchi direi, anche a giudicare dall’impennata di contenzioso nel campo dell’edilizia circa i vizi e difetti.

Poi è arrivata la cosiddetta Crisi, che invece finalmente qualcuno sta cominciando a chiamare Cambiamento.

Il giochino “Cementifica & vendi” è andato a p*****e dalla mattina alla sera, è bastato veramente poco per far saltare una tragedia speculativa annunciata.

Questo giochino è andato avanti col motto “tanto i prezzi delle case saliranno sempre”, si sentiva in bocca a quasi tutti gli operatori del settore, mentre si sapeva bene che nessun sistema può crescere per sempre; lo dicono l’Economia, la Fisica e l’Ecologia.

Ed ecco che nel 2008 si supera il punto di rottura in quanto:

  • si smette di fare finta di non capire che l’offerta immobiliare aveva superato la domanda da un bel pezzo;
  • la congiuntura economica inizia a mettere in crisi le famiglie, soprattutto coloro che si erano indebitati con mutui ventennali / trentennali, che smettono di pagare le rate;

Non pagando più le rate gli immobili vanno dritti all’asta incrementando ancora di più l’offerta immobiliare di fronte a una domanda stagnante, motivo per cui le aste vanno sempre più deserte procedendo coi ripetuti ribassi, arrivando anche a dimezzare il valore indicato dal mutuo iniziale (non dimenticare che la Banca nel frattempo sta perdendo gli interessi composti sul mutuo, oltre che al capitale prestato).

Finché fino al 2008 erano casi isolati le Banche qualche schiaffo potevano sopportarlo; dal 2008 in poi essendo divenuta epidemia le banche hanno iniziato a subire oltre ogni sostenibilità.

Quindi i nodi arrivano al pettine: la banca “ladrona, cattiva e assassina” (slogan diffuso su molti profili social) non potendo stampare soldi dal niente ha dovuto iniziare a mettere a bilancio queste perdite o minusvalenze, d’altronde a qualcuno il cerino acceso doveva pur rimanere in mano.

In questi giorni è arcinota la notizia che alcune banche sono schiantate perchè la verità si è affacciata alla finestra: avevano in portafoglio un sacco di merda immobiliare svalutata, motivo per cui qualcuna aveva iniziato ad ovviare emettendo Obbligazioni, poi divenute cenere al momento in cui si è evidenziata de facto l’insolvenza di alcune banche.

Non so quanto sia vera la notizia che altri istituti di credito siano sofferenti allo stesso modo: la cosa certa è che la montagna immobiliare invenduta o pignorata all’asta sia enorme, e ciò significa che per i prossimi dieci anni possiamo scordarci espansioni, lottizzazione e nuove costruzioni impegnanti consumi di suolo (a proposito, quanto cazzo ci vuole per fare una legge nazionale su questo punto ? ).

Quindi caro Geometra/Architetto/Ingegnere non ti stupire se gli “Urbanisti cattivoni” faranno Piani Regolatori sempre più avari di nuove espansioni, a meno che non si voglia ammazzare di IMU edificabile gli sfortunati possessori terrieri che non avranno la tanto agognata rendita finanziaria, almeno per un bel pezzo. Piuttosto dovremmo orientarci concretamente alla tanto sbandierata Rigenerazione Urbana.

Nel frattempo le difficoltà per i liberi professionisti non finiscono qui:

  1. le norme urbanistiche nazionali e regionali si intrecciano sempre più, facendo corto circuito in vari casi;
  2. la committenza sta diventando sempre più litigiosa, diffidente e irrispettosa verso te professionista;
  3. le tariffe professionali sono state abolite;
  4. è giunto l’obbligo di formazione e aggiornamento professionale;

Al punto 1:
non so che farci, d’altronde abbiamo Legislatori a immagine e somiglianza della popolazione. Se non vi piacciono, emigrate o entrate in politica.

Al punto 2: 
la committenza non ha tutti i torti, ha iniziato a comportarsi così perchè gli sono stati dati ampi motivi; lo comprova l’aumento esponenziale dei contenziosi chiamanti in causa i professionisti.

Al punto 3:
chissenefrega se le tariffe sono state abolite: per quanto mi riguarda le ho sempre ignorate e non ho mai avuto bisogno di far tassare una notula, l’arte di farsi pagare è appunto un’arte: va solo imparata e allenata.
Occorre essere imprenditori e venditori delle proprie capacità professionali, chiarire da subito prestazioni e onorari, e cadenzarne i pagamenti.
Lo fa da sempre qualunque azienda, da quelle microscopiche alle macroimprese.

Imponetevi una vostra tariffa minima professionale, date un valore a quanto fate e agli obbiettivi che volete raggiungere.

Per quanto sconto possiate fare alle vostre tariffe professionale, nessuno vi farà sconto sul piano della Responsabilità civile e penale che avete addosso: quasi sempre scatta la responsabilità extracontrattuale di natura decennale per ogni prestazione firmata.

Il mio idraulico per infilare il braccio nel cesso intasato prende ben 24 €/oraPensate di sopravvivere alla Crisi facendo le APE a 50 € o prestazioni a prezzi simili ?

Al punto 4:
su questo punto devo dire che il dilagante ostruzionismo all’aggiornamento professionale non depone a favore.
Se vi fa male un dito vi affidate a un medico aggiornato o a uno che ignora l’esistenza della Tac ? Suvvia, siate sinceri con voi stessi prima di rispondere! 

Ecco, lo stesso vale per i professionisti tecnici.
Essendo professioni puramente intellettuali, il nostro unico patrimonio è appunto l’intelletto, è l’unica cosa che abbiamo da vendere al prossimo.

L’aggiornamento è l’unica forma di investimento fattibile dal professionista, a favore del professionista stesso: in un momento di accelerazione normativa, di Cambiamento, di innovazione, chi si ferma è perduto.

E’ del tutto inutile cercare un colpevole, arte in cui gli italiani sono maestri, inutile prendendosela con le scie chimiche, le banche ladre o con l’arrivo del Pianeta X, a volte si leggono perfino pesanti accuse agli Ordini professionali.
Gli Ordini professionali non possono fare da mamma o da manager a nessuno.

Il fatto è che il mondo delle professioni deve mutare e travasarsi nel più selvaggio e impietoso mondo imprenditoriale.

Per questo ti aspetto al mio nuovo corso di Digital Marketing & Comunicazione per professionisti tecnici di prossima attivazione.

P.S: prima di commentare sei pregato di contare fino a dieci.

Carlo Pagliai

 

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This Post Has 50 Comments
  1. È giusto che i geometri si specializzano nelle procedure tecniche come i rilievi topografici le indagini del terreno il calcolo della pendenza di un terreno e di una strada ed anche nelle procedure relative alla progettazione

  2. Bell’articolo, Carlo.

    Tempo fa avevo scritto che, dopo 5+ anni di università, tirocini, stage e progetti di ogni tipo, un architetto dovrebbe essere rispettato come un medico. Invece…

    – Vieni trattato come un semplice prodotto a sconto

    – Per molti, sei solo un professionista di cui si può fare a meno

    – Lavori tantissimo per guadagnare quanto un impiegato statale (a volte anche meno)

    Fare marketing per noi tecnici non è “sporcarsi le mani”, ma invece significa uscire dalla nostra zona di comfort e smetterla di aspettare che il governo, lo stato e gli ordini risolvano la situazione, prendendo coscienza che OGGI l’attività di promozione NON SOLO è permessa daglio ordini, ma è anche parte integrante della professione.

    A questo proposito, ho scritto un articolo dettagliato sul mio blog che spero sia utile per chi si avvicina a questo mondo. Spero sia utile per i tuoi lettori.

    http://architettifreelance.it/marketing-per-architetti-la-battaglia-silenziosa-contro-lignoranza-dilagante/?utm_campaign=pagliai

  3. Te la butto li, sei un GRANDE. Chi ha un minimo di sale in zucca può e deve capire ciò che dici… Ho apprezzato soprattutto il discorso sull’idraulico. Un punto su cui batto molto è proprio questo. mai svendersi, MAI!!! Ne risente tutta la categoria. Il nostro è un mestiere che deve portare qualità, valore! Ma svendersi! Tu fai l’esempio dell’idraulico, io penso a migliaia di persone che sono li buttate in studi a gratis!!! GRATIS!!! Prima di tutto viene la dignità. Se uno studio non può pagare decentemente un professionista (leggi più di 1000€ al mese), o se non può sostenere la crescita e la formazione di un neolaureato (leggi rimborso spese + bonus sulle ore MINIMO), non ha alcun senso che continui ad assumerli ed a sfruttare il lavoro, la dignità e l’intelligenza degli altri.
    POPOLO, SVEGLIA!!! Non accontentiamoci delle briciole

  4. Una differenza: artigiani e industria operano nel campo della produzione di beni, non so se le stesse considerazioni possono calarsi nel campo dei servizi di progettazione. Fra l’altro se le società di ingegneria fanno ingegneria e non “affari” avranno comunque bisogno di persone qualificate per fornire un prodotto adeguato.

  5. Ordini e Collegi: è vero quello che hai scritto, ma il messaggio che si fa passare è il contrario.

  6. Quanto leggo è solo parzialmente vero. E’ vero che la cuccagna della speculazione edilizia doveva finire ma non è vero tutto il resto. L’Italia ha scientemente distrutto le libere professioni non solo quella di ingegnere, Parlate con un avvocato, un commercialista.. manca solo il notaio all’appello , ma è questione di tempo e fanno fuori anche loro. Questo è un danno enorme per l’italia! Gli ingegneri italiani erano richiesti ovunque nel mondo per la realizzazione delle più importanti opere di ingegneria, ora guadagnano meno delle donne che fanno le pulizie ( e non scherzo!). Un neolaureato che entra in un studio arriva a prendere un rimborso spese, quando gli va bene, che corrisponde a qualche euro l’ora! ci hanno distrutto, non è cambiata l’era… l’aggiornamento professionale non è sinonimo di sapere fare le cose altrimenti tutti i medici sarebbero bravissimi. io mi sono sempre aggiornato senza pagare nulla a nessuno. se sono bravo lo dice il mercato.. dicevi che è il mercato a dire chi merita??? le tariffe sono fondamentali affinchè la figura del professionista rimanga di alto profilo. se offri prestazioni che valgono 100 a 10 le dovrai fare male altrimenti ci perdi soldi e alimenti il deprezzamento di tutta la categoria!!! potrei scrivere per ore per dire quanto tutto il ragionamento letto sia un corbelleria totale, ma credo abbiate capito ciò che penso…!

  7. Tutti i sacrosanti giorni inveisco contro tutti quei Professionisti che hanno collaborato alla redazione dei PGT….. Ma porcaccia miseria che senso ha continuare ad ampliare i centri storici di paesini e paeselli se poi le NTA non permetto niente o quasi?!!??
    Continuando a preservare stabili di poco valore artistico-costruttivo si genera la moria di qualsiasi forma e voglia di ridar nuova vita al centro!!
    E poi piazza pulita dalle Sopraintendenze e commissioni del paesaggio ai vetusti personaggi che hanno voltato spalle al progresso!!!

  8. Articolo che condivido, pero’: Sull’abolizione delle tariffe segnalo il problema della concorrenza sleale (c’e’ chi firma tutto… A prezzi inadeguati non curandosi delle denunce).
    Il livello di tassazione è inadeguato. Le partite iva svantaggiate a livello fiscale e contributivo (non abbiamo lobby in parlamento)

  9. Gentile Collega..ho letto con molta attenzione la Sua disamina sulla crisi..io nn mi reputo un imprenditore…io sono un Professionista!! Professionista dedito al lavoro,al rispetto in Generale, all aggiornamento…sul caos delle norme molto semplicemente i legislatori dovrebbero avere l umiltà di confrontarsi con chi esercita sul campo..ergo con noi..e poi fare le leggi sull urbanistica..e vero..molte cose in passato sono state fatte con estrema leggerezza..pensiamo solo alle perizie x le banche..60€. X una perizia? Io mi sono rifiutato…quindi poca nostra serietà professionale..terzo..le tariffe sono necessarie.!! Perché con la crisi purtroppo non esistono cifre sotto le quali nn si può scendere..ci sono pseudo colleghi che lavorano a cifre insostenibili..le tariffe sono d obbligo e le parcelle dovrebbero emetterle e riscuoterle gli ordini professionali trattenendosi l1%…io oggi sto facendo anche l esattore..e non mi pare proprio corretto!! La formazione e giusto farla..ma purtroppo sta diventando un bisness..e nn va bene affatto!! P.s. Non tutti i professionisti sono “leggeri e compiacenti”..in questo momento di crisi sarebbe opportuno che le professioni tecniche iniziassero a collaborare e a picchiare i pugni insieme con questo ennesimo governo non votato..invece di screditarsi tra categorie gli uni contro gli altri..non facciamoci la guerra tra architetti ingegneri e geometri ma..ognuno..ammetta la propria ignoranza su alcuni argomenti e collabori con chi magari e un po’ più ferrato sull argomento carente..i tuttologi nn esistono!! Non serve essere Giotto per progettare o ristrutturare…occorre usare la testa..e capire prima d tutto se lo puoi fare e l eventuale danno che crei al Tuo vicino..poi..Ti preoccupi di inserire anche la pianta di limoni all interno Della zona giorno..buon lavoro a Tutti e che Dio ci benedica..

  10. ….8….9…..10. Ecco, ho seguito il tuo consiglio ed ora posso rispondere.
    Essendo io una persona a volte sboccata non starò a farti morali sulle parolacce sparse qua e là nel testo. Anzi, voglio complimentarmi perché a tratti narri esempi significativi di aspetti della professione, dal dopo guerra a oggi, che non vanno dimenticati e li esprimi con interpretazioni che in genere condivido. Due cose però non condivido, la conclusione, perché è pubblicità (comunque l’accetto) e l’addossare alla mancata preparazione del professionista la colpa del calo di lavoro. Sia ben chiaro, siamo tutti ignoranti e c’è sempre da imparare, ma ciò che tu sostieni essere la soluzione è solo un piccolissimo aspetto, una percentuale irrisoria. La realtà è che stiamo correndo dietro a standard qualitativi europei che sono irrealizzabili e utopistici nei territori occidentali, storici e iper-edificati. Tali standard si possono ottenere solo sulle nuove costruzioni e sulle demolizioni con ricostruzioni totali. Le case non si fabbricano, ma si fanno in cantiere (in Italia si ristrutturano), là dove le braccia strappate alla delinquenza si sfogano lavorando e, purtroppo, a volte muoiono. Questa era la nostra realtà. La vogliamo cambiare? Non è questo il metodo, e non è detto che esista. Le infinite norme europee stanziano denari utili solo alla loro divulgazione, cioè agli enti.
    Ti rammenti la L.373/76? …poi la L.10/91 e per quanto ci è stato insegnato il concetto di “punto di rugiada”? …quanto lo abbiamo studiato e calcolato! E oggi dov’è finito il punto di rugiada? Il male assoluto da scongiurare ad ogni costo, pena l’inabitabilità dell’edificio causa “muffa”!!! …te lo dico io dov’è finito: in nome dell’abbassamento dell’inquinamento energetico e della CO2, l’abbiamo lasciato nei muri, nascosto dai cappotti termici …nella speranza che si asciughi d’estate.
    E le norme sismiche? Sono rimaste per 40 anni nei cassetti, studiate e riformulate da 100 commissioni statali. Mai approvate per scelte politiche-sociali. Avrebbero aumentato il costo di realizzazione degli edifici quando la fame si sentiva, il boom economico era da cavalcare e il lavoratore migrava. Sarebbero state utili allora. Escono oggi quando il territorio non ha più nulla da edificare e i soldi vengono investiti in Cina oppure nei paradisi fiscali. E ora che facciamo? Demoliamo e ricostruiamo? E da dove partiamo? Forse dagli infiniti stupefacenti centri storici medievali che per anni abbiamo immobilizzato “nei” regolamenti edilizi? Oppure partiamo dalle sterminate periferie condominiali, dove le banche hanno la loro stabilità economica nei sempre “obbligati” mutui bancari? Periferie che, se non sono stabilità “ipotecaria” per le banche, sono comunque vanto ed illusione di valore per gli infiniti risparmiatori che le hanno riscattate dopo una vita di sacrifici.
    Hai un bel da studiare!!!! …non è stato scoperto nulla di nuovo da imparare, sono solo cambiate le scelte e con le nuove scelte si è bloccato il mercato. Moriremo tutti di fame, con la speranza però di aver migliorato il nostro “abitato”. E se ci pensi bene, nemmeno la qualità delle nostre case migliorerà. Se si ferma l’edilizia, che è uno dei principali traini del mercato, crollerà l’economia e non ci saranno nemmeno i soldi per ristrutturare e quindi migliorare. Moriremo a causa di un sisma, nelle case inquinanti ancora di proprietà delle banche.
    Il finale è tragicomico volutamente.
    Mi fermo, ma potrei continuare all’infinito. Amo la mia professione. Ma, …no! Credimi. Studiare è solo la punta dell’iceberg.
    Con rispetto.
    Andrea Savini geometra l.p.

  11. Da Professionista che si occupa di impianti, concordo pienamente sopratutto sul fatto che ” il mondo delle professioni deve mutare e travasarsi nel più selvaggio e impietoso mondo imprenditoriale” Complimenti, non so se riuscirò ad iscrivermi al corso, ma consiglio vivamente a tutti di farlo! Certi temi allargano le vedute 😉

  12. Bravissimo Francesco del 12/01/2016 alle 17:52…. hai centrato perfettamente il problema! Anche se la disamina del Pagliai è sotto molti aspetti veramente azzeccata
    Il problemone è che non vi è una corretta individuazione delle competenze in relazione alle figure professionali oltre al numero inutilmente superiore dei professionisti abilitati rispetto alla reale necessità del mercato e delle pubbliche amministrazioni

  13. Caro collega,
    Condivido che piangersi addosso non serva a niente. Condivido che prima della crisi ci eravamo abituati forse fin troppo bene. Condivido che ci siano ancora opportunita’ per chi le voglia saper cogliere (io ad esempio lavoro oggi in parte all’estero).

    Non condivido quanto dici riguardo ai corsi di aggiornamento. Dalle mie parti sono sempre gli stessi ed assai poco aggiornanti. Ed e’ impensabile fare trasferte per seguirne. Progettare di per se comporta aggiornamento costante. Ogni progetto fatto e’ un aggiornamento. No, i corsi mi suonano un business e basta.

    E nemmeno condivido che l’abolizione dei minimi tariffari sia un bene. Molti Committenti oggi come ieri non si fanno nessuno scrupolo a non pagare ed a tirare a prezzi indecentemente bassi. Non esiste un sindacato che contratti o che tuteli e non esiste un tribunale che ti dia giustizia in tempi ragionevoli e sostenibili, le gare pubbliche sono per la stragrande maggioranza al massimo ribasso i tempi di pagamento ormai superano i 120 giorni quando va bene. O ancora non so se tu ti occupi di strutture ma certamente vista la mole di carta ed adempimenti richiesti dalle sempre piu’ complicate normative qualsiasi intervento di piccola dimensioni richiede tempi e costi tali al progettista che nessun committente sara’ disposto a riconoscere un solo euro per la prestazione professionale. Stessa cosa per una semplice SCIA o pratica di edilizia libera.

    Certo tutto quello che dici funzionerebbe in un mondo ideale quale il nostro mondo professionale non e’. E non lo e’ nemmeno quello che ci circonda e con cui ci dobbiamo rapportare (ah se i Comuni rilasciassero i PDC in 60 giorni senza chiedere migliaia di integrazioni e metterci anni…sai quante parcelle fatturate sai quanti anticipi in meno da chiedere in banca…).

    E ancora i contenziosi. Da mia esperienza il classico contenzioso e’avviato quando committente non vuol pagare (impresa, professionista o entrambi). Con le tempistiche dei tribunali italiani e le meravigliose opportunita’ che queste garantiscono ai pagano’ oltre alle gentilezze che spesso colleghi riservano ad altri colleghi nel fare le CTU chi non vuol pagare ha tutto da guadagnare. E nel frattempo tu che fai? Da banca? O chi e’ fallito e mai piu’ ti paghera’?

    Io sono ottimista ma non la vedo cosi’ rosea come dici tu.
    Questo andazzo, partito con l’abolizione delle tariffe fatto cui tanti (troppi) colleghi ingegneri hanno applaudito portera’ ad una sola cosa: la sparizione dei liberi professionisti e la sopravvivenza delle sole grandi societa’ di ingegneria. Un bene o un male non lo so anche gli artigiani sono scomparsi inghiottiti dalla grande industria. Io pero’ da libero professionista vorrei difendermi, almeno finche’ potro’.

    Un cordiale saluto
    Francesco

  14. Ciao Wajdi,
    abbiamo il compito di provare a migliorare la realtà, non facendoci “concorrenza” al ribasso, ma migliorando noi stessi e di conseguenza tutto il sistema.

  15. In questo articolo si mostrano soluzioni che secondo l autore risolverebbero i problemi di oggigiorno … Troppo bello… Se non fossero che ogni uno qui si fa una legge che ti fa saltare I programmi di lavoro il cliente ti rimanda I pagamrnti oppure proprio non li ha e noi siamo in un periodo stagnante e ci proponi di farci concorrenza l uno con l altro ? Secondo me la realta non cambia …

  16. E perchè no? Pasquale non ci precludiamo nessuna opportunità nella vita: i primi sabotatori del successo siamo noi stessi.
    grazie per il tuo commento

  17. Salve Leonardo,
    premetto che da parte mia non solo non c’è affatto odio, ma c’è il chiaro intento opposto e di evidenziare le frequenti problematiche e lamentele che sento spesso durante eventi formativi altrui. Altro intento comunicativo è quello di provare a indicare alcune possibili prospettive per sopravvivere al Cambiamento.
    E’ vero che è una visione di parte, il mio punto di vista, tra l’altro sono di poco più giovane di te: il boom edilizio a cui ho assistito è quello del 1998/2008.
    Mi spiace tu abbia percepito questo intento, è esattamente il contrario di quello prefissato perchè anch’io mi scontro da anni con queste problematiche.
    A presto.

  18. Marketing professionale ma….ci vogliamo proprio ridurre a venditori di aspirapolvere? La verita’ e’ che la mancanza di professionalità di molti e anche le mancanze degli ordini (ci sono ingegneri condannati per abusi non espulsi dagli ordini) ha reso la professione un circo. Questo mercato non e’ per chi e’ più bravo ma al solito modo all’italiana per chi e’ più furbo…na tristezza

  19. sono d’accordo. Quello su cui non riusciamo a lavorare è (ma questo è il mio punto di vista e spero di sbagliare) fare squadra fare rete operativa tra professionisti, ognuno va avanti per i cazzi suoi

  20. Gentile sig.re … Noi professinisti tecnici …la crisi la conosciamo molto bene e sulle NS spalle, non c’è verante bisogno che qualcuno, dopo un pur argomentato discorso, alla fine si svela con l’offerta di un “corso di Digital Marketing & Comunicazione per professionisti tecnici”, la spieghi! Evidentemente la soluzione alla crisi l’ha trovata ma, mi dispiace molto, per non saró tra gli scritti al corso …. Piuttosto mi offro come relatore, cosi anch’io risolvo la (mia) crisi!

  21. Mi chiamo Leonardo e sono un ing. di 41 anni, non ho vissuto il boom edilizio, in compenso svolgo attività professionali a onorario molto ridotto, in quanto vox populi dice che la progettazione è carta (committenti parlano di risme a 5€), mentre giustamente responsabilità civili e penali, corsi di formazione, tasse, costi fissi, assicurazioni professionali e franchigie riducono gli utili. In nessun paese europeo la tassazione è così alta in funzione dei servizi erogati e contestualmente deduzioni che all’estero sono al 100%, qui sono state ridotte al 20%. Nell’insieme la situazione è difficile e molto anche, soprattutto per chi quando era chino sui libri vedeva gli amici lavoratori a festeggiare il weekend e cambiare l’auto quando lui aveva solo una bici senza freni e una valigia tutte le domeniche con panni e libri. Dalle parole lette poco sopra leggo odio per figure come noi, almeno così percepisco e NON lo giustifico. Si tratta di una visione di parte, di almeno un altro ventennio che non coinvolge minimamente chi non vi ha preso parte e invece ora lotta quotidianamente. A chi applaude dico rifletti bene, perchè c’è un mondo di architetti, ingegneri geometri e periti che suda sette camicie e vive con dignità e che non merita assolutamente di essere insultato e messo alla gogna dal sig. Carlo. Buona riflessione a tutti.

  22. Salve Aurelio, sulla tua opinione circa le mie capacità ci andrei cauto, sopratutto commentando in pubblico.
    Quanto è riportato nell’articolo corrisponde al mio punto di vista ed esperienza ventennale.

  23. Complimenti anch’io ho pensato e penso le stessa cose, infatti non me la prendo il cambiamento, ma con la mancata programmazione dello stesso. Così come gli urbanisti programmano l’uso e la conservazione del territorio, dando ai diversi comparti Valori Diversi, così un paese in decrescita non può affrontare il cambiamento senza un piano di governo. beh! in Italia Sembra che questo sia Lasciato al Caso. Auguri..sto lavorando per Andarmene al più presto

  24. Finalmente qualcuno con le palle che, anziché lamentarsi, dice realmente quali sono i veri problemi! Complimenti!

  25. analisi d tutto parziale e orientata a proprio modo. Quanto alle possibilità che tu possa gestire un corso utile ad altri oltre che a te stesso ho forti dubbi. Comunque sia ti invito a rileggere e ripensare la natura del mestiere che facciamo, per quello che è e non per quello che loro vorrebbero che fosse, ad uso e comodità di un “mercato” che ha ben poco da insegnarci

  26. Ti ringrazio per questa riflessione molto attuale vera e priva di qualunque artefatto. Concordo a pieno sull’intervento e la riflessione deve farci aprire la mente sullo stato di fatto dei nostri immobili e sulla realtà che ci circonda. Oggi più che mai i professionisti sono prima imprenditori di sé stessi. Bravo!

  27. Quando dicevo queste cose ben oltre dieci anni fa i colleghi mi ridevano in faccia. Sono stato costretto a lasciare la libera professione dopo 20 anni di iscrizione all’albo in quanto non riuscivo piu’ ad avere lavori mentre tasse e balzelli aumentavano in maniera esponenziale. Gli Ordini/Collegi/Albi etc. non hanno colpa se gli iscritti sono disonesti, incompetenti, politicizzati. Adesso stiamo pagando le conseguenze di quantorelazionato da Pagliai in maniera piu’ che esaustiva.

  28. Un cambiamento di tendenza è necessario per invertire la rotta. Si devono trovare soluzioni ed attuare incentivi per rilanciare il settore edilizio. Altrimenti sarebbe un peccato bruciare tante professionalità,maestranze,specializzati e l’intero indotto.

  29. Sarebbe tutto sacrosanto, se non fosse che studi di settore e assetti previdenziali (con i relativi oneri riflessi) sono stati “congelati” al pre-crisi. E’ tutto mercato che cola, dice lei? Insomma: guardando a come funzionano i sistemi pensionistici e fiscali verrebbe da pensare tutt’altro.
    E comunque no: non me lo ricordo “quante volte è venuto un perito della banca col ‘sopralluogo dei cinque minuti’ [e] sovrastimava il valore degli immobili per accontentare l’acquirente”, per il semplice motivo che ho dieci anni d’albo (scarsi) e la tanto chiacchierata età dell’oro l’ho solo sentita raccontare davanti al fuoco, da anziani cantastorie.

  30. Sono d’accordo solo su questo “date un valore a quanto fate e agli obbiettivi che volete raggiungere. Per quanto sconto possiate fare alle vostre tariffe professionale, nessuno vi farà sconto sul piano della Responsabilità civile e penale che avete addosso”

    Per il resto è solo uno spot per vendere un corso.

    “Gli Ordini professionali non possono fare da mamma o da manager a nessuno” giusto, per certi versi, ma per ciò che si paga annualmente cosa ci danno, in cambio, gli ordini professionali? Cosa fanno per noi?

  31. concordo……. preciso solo che è vero che molti(non tutti) non sono contenti perchè hanno seguiti da professionisti sprovveduti…. è meno vero che sono aumentati i contenziosi verso i professionisti a causa della loro inadeguatezza…. purtroppo in molti casi il professionista è l’unico ancora capiente e con assicurazione, quindi l’unico che può pagare….. direi che la precisazione incide l’1%, per il resto hai perfettamente ragione…..

  32. Sono d’accordo su tutto. Solo sull’ultimo punto farei dei distinguo: gradirei che chi mi fa i corsi di aggiornamento sia “davvero” titolato a farli e gradirei che i corsi di aggiornamento, riconosciuti per i geometri e gli architetti, venissero riconosciuti anche per gli ingegneri. E’ capitato che il corso di aggiornamento sulle costruzioni in X-LAM, tenuto presso l’aula magna della facoltà di Ingegneria di Cagliari, il 6 marzo u.s., per i geometri e gli architetti valeva 6 crediti, mentre per gli ingegneri 0. E per ironia della sorte era appunto tenuto presso la facoltà di Ingegneria.

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