Installare vetrate amovibili su pergotenda o pergola bioclimatica può trasformarsi in creazione di nuova volumetria, soprattutto quando l’insieme delle opere chiude completamente uno spazio già delimitato.

Su Firenze è nato un altro caso nazionale di “dubbio” urbanistico, legato a quanto pare alla legittimità o meno del parere di soprintendenza sul rispetto dei colori e delle prescrizioni.
È esploso sopratutto da una indignazione virale dei “secondo me fa schifo”, e infine quelli arrabbiati per una finestra negata sull’immobile proprio dalla Soprintendenza.
Nel frattempo la Procura ha aperto un fascicolo esplorativo, senza ipotesi di reato.
Ho letto diversi materiali prima di esprimermi, e adesso posso sbottonarmi: non bisogna escludere che possa trattarsi di un caso di disattenzione all’italiana, producendo un effetto visivamente notevole.
Ovviamente la battaglia si è subito spostata nel campo della politica, avventandosi proprio come a Milano contro palazzine, residenze di pregio e gli hotel, la rigenerazione urbana e così via. Molti politici locali si sono subito dissociati, mentre l’ex soprintendente ha dichiarato di non ricordare bene nel dettaglio come sia andata, e di sentire il funzionario che ha seguito il procedimento.
All’opinione dei 60 milioni di architetti e paesaggisti apparsi online a dire la propria sull’armocromia fiorentina, aggiungo la mia:
a me l’edificio piace.
E l’inserimento nel contesto? Difficile, spigoloso ma sufficientemente compatibile nel complesso. O tollerabile, se così possiamo definirlo.
Consultando le tante foto panoramiche apparse sui giornali, non passano inosservate le centinaia di elementi incongrui e superfetazioni dal punto di vista tecnologico, costruttivo e chissà, magari neppure autorizzati ante 1942, ben visibili a distanza.
Gran parte del patrimonio edilizio esistente è da rigenerare e sostituire del tutto, se non si supera la mentalità del “secondo me è brutto” si rimarrà nel divieto assoluto di modificare perfino una finestra.
A proposito: un grosso cubo juventino nel centro della città dei viola è già stato detto?
Tutti i diritti sono riservati – all rights reserved

CARLO PAGLIAI, Ingegnere urbanista, esperto in materia di conformità urbanistica e commerciabilità immobiliare CONTATTI E CONSULENZE
DISCLAIMER. Il presente contenuto ha esclusiva finalità informativa e divulgativa. Non costituisce e non può costituire consulenza tecnica, legale o professionale, né può essere utilizzato come parere in alcuna sede. Ogni immobile e ogni intervento richiedono valutazioni specifiche caso per caso, pertanto resta tutto riservato su inquadramento, fattibilità e soluzioni applicabili.
Articoli recenti
- La legittimità dello stato dei luoghi è presupposto per la pratica edilizia di ogni successiva trasformazione.
- Il Comune non può attestare conformità allo Stato Legittimo su richiesta del cittadino
- Clausole sospensive e risolutive immobiliari condizionate alla conformità urbanistico-edilizia
- Giudice penale, valutazione reati edilizi con titoli abilitativi anche dopo anni (Cass. pen. 15012/2026)
- VEPA su pergotenda: Consiglio di Stato cambia rotta sulla chiusura totale dello spazio
- Calcolo oblazione con raddoppio oneri nel permesso in sanatoria per abusi edilizi primari
