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riforma testo unico edilizia

Capeggia come prima notizia sui portali “Arriva la Riforma Testo unico edilizia con sanatoria Ante ’67” al Consiglio dei Ministri previsto al 4 dicembre 2025. Premesso che in questa sede siamo agli inizi dell’inizio, ma porc* mondo, nessuno dei giornalisti ha capito che si tratta di una bozza (e non testo definitivo) di un Disegno di Legge delega? Questa scelta richiederà un percorso legislativo lunghino, in quanto serviranno tutte le audizioni partecipative, i tanti pareri degli enti competenti (Ministeri e Regioni, Ordini, rappresentanze varie). Per i colleghi più anziani, invito a ripensare a quanto tempo c’è voluto per fare il D.P.R. 380/2001.

Comunque sia, una volta arrivati al testo definitivo, si dovrà attendere l’approvazione della legge che attribuisce delega al Governo. Dopo di chè servirà attendere l’emanazione di uno o più decreti attuativi, aspetto che mi preoccupa molto visto i vari precedenti verificati in altre ambiti normativi: quante volte si è dovuto attendere mesi o anni per avere una disposizione pienamente operativa? Col Salva Casa si è dovuto attendere mesi soltanto per avere delle Linee Guida MIT, peraltro prive di valore giuridico e normativo.

Pensate davvero che tutto il percorso di Riforma DPR 380/2001 si possa concludere in soli 12 (dodici) mesi, come sbandierato sui giornali? In ultimo, ma non ultimo, queste scadenze delicate si vanno ad addossare molto probabilmente alla data delle elezioni politiche 2027. Coincidenza voluta o fatalità? Per quanto mi riguarda, seguirò assiduamente questo percorso, cercando di condividere più possibile informazioni utili.

Resta anche da capire il destino dell’altro percorso legislativo già avviato mesi fa, come se fosse stata una gara a chi arrivava primo alla meta, ossia il DDL 2332, che risulta sospeso nel suo avanzamento. Sicuramente sarà provveduto a farne una fusione con un testo condiviso con quello approdato al Consiglio dei Ministri (previsto per il 4 dicembre 2025), tenuto conto che le due versioni sono pressochè uguali, mentre qualche anno fa circolava una bozza ufficiosa riguardante una proposta di Testo Unico delle Costruzioni, sostitutiva del DPR 380/01. L’importante è che si arrivi a un nuovo testo unico delle costruzioni in grado di:

  1. riformare efficacemente l’intero quadro normativo delle discipline incidenti a livello urbanistico-edilizio, pro futuro;
  2. rivedere il ruolo degli enti locali, soprattutto rivedendo al ribasso la legislazione concorrente alle Regioni, se non addirittura ad eliminarla.
  3. fornire nuovi strumenti risolutivi per le irregolarità del passato, ossia di natura condonatoria;
  4. prevedere un’adeguata norma transitoria;

Sul punto della legislazione concorrente regionale apprendo dai giornali che il Ministro delle Infrastrutture intenderebbbe revisionare molto questo argomento che, a sua dichiarazione, ha reso difficile operare in questo campo operativo: forse poteva dire che rimedia ad un grave errore compiuto in nome del Federalismo regionale tanto voluto dal suo partito in quegli anni, errore peraltro annunciato da molti studiosi e giuristi più preparati di me. Di sicuro, va ripetuto, che non saranno tempi brevi.

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Carlo Pagliai

CARLO PAGLIAI, Ingegnere urbanista, esperto in materia di conformità urbanistica e commerciabilità immobiliare CONTATTI E CONSULENZE

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