Sicilia: Eliminata La Doppia Conformità Dai Permessi A Costruire In Sanatoria

Col recepimento dinamico del T.U. DPR 380/01 la Sicilia applica un criterio semplificato di singola conformità per regolarizzare gli immobili

Carlo Pagliai
Ingegnere urbanista
Autore di “Ante ’67

Il requisito della doppia conformità si afferma con la prima legge sul Condono, e in Sicilia questo criterio non si applica più.

Il recepimento è avvenuto con la nuova L.R. Sicilia n. 16/2016 del 10 agosto 2016 e pubblicata sul BURS n. 36 (suppl. ordinario) del 19/08/2016, effettua sostanzialmente un recepimento dinamico di alcuni articoli del DPR 380/01, tra cui il famigerato art. 36 sulla procedura di Accertamento di conformità in sanatoria, in particolare per il rilascio dei permessi di costruire in sanatoria.

Nota aggiunta: col recepimento dinamico (cfr articolo 1 della L.R. Sicilia 16/2016) è stato recepito anche l’art. 37 del T.U. DPR 380/01 riguardante gli interventi effettuati in assenza o difformità da una SCIA (N.B: sono escluse superDIA e SuperSCIA) sottoponendoli alla sanzione pecuniaria in misura pari al doppio dell’aumento del valore venale; lo stesso art. 37 del T.U.E. al comma 4 dettaglia la condizione circa la doppia conformità urbanistica.

Attenzione: non stiamo parlando di Condoni Edilizi, ma della procedura ordinaria di sanatoria edilizia.

Se a livello nazionale vige il requisito rigido di doppia conformità urbanistica nelle procedure di regolarizzazione edilizia ordinaria (discorso a parte per Regioni a statuto speciale), in Sicilia col recepimento sarà “solamente” necessario rispettare il solo requisito di conformità al momento della domanda di sanatoria. E la Sicilia, appunto, è a Statuto speciale e quindi può applicare diversamente le procedure amministrative edilizie.

Riportiamo per esteso la norma in parola ovvero l’art. 14 della L.R.S. n. 16/2016:

Art. 14. Recepimento con modifiche dell’articolo 36 ‘Accertamento di conformità’ del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380

1. In caso di interventi realizzati in assenza di permesso di costruire, o in difformità da esso, ovvero in assenza di segnalazione certificata di inizio attività nelle ipotesi di cui all’articolo 10, comma 4, o in difformità da essa, fino alla scadenza dei termini di cui agli articoli 31, comma 3, e 33, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, come introdotti dall’articolo 1, nonché di cui all’articolo 13, comma 1, e comunque fino all’irrogazione delle sanzioni amministrative, il responsabile dell’abuso, o l’attuale proprietario dell’immobile, possono ottenere il permesso in sanatoria se l’intervento risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente al momento della presentazione della domanda.

Rispetto alla versione vigente nell’art. 36 del T.U. nazionale non compare più la dicitura “vigente sia al momento della realizzazione dello stesso“, togliendo una difficile condizione necessaria.

Esulano da questo articolo 14 della L.R.S. 16/2016 le questioni e abusi di matrice strutturale e paesaggistica, che meritano trattazione separata.

E’ presto per dire se questa impostazione adottata dalla Sicilia sia prevalentemente vantaggiosa o penalizzante, certo è che i professionisti e committenti avranno da misurarsi solamente con un solo ostacolo al prezzo di due.



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