Cassazione conferma la nullità dell’incarico anche con progetto strutturale firmato dall’ingegnere

Il dibattito sui limiti delle competenze riservate ad Architetti, Ingegneri e Geometri è troppo delicato, tant’è che il legislatore latita (anche) su questo versante. E pertanto tocca ai giudici colmare il vuoto. Ringrazio l’Ing. M. Federici per la cortese segnalazione.

Premetto che le conclusioni di questo articolo saranno antipatiche e mal viste da tanti colleghi geometri che conosco e mi seguono, tuttavia se l’argomento è oggetto di frequente contenzioso civile fino in Cassazione significa che è giunto il momento di un intervento del legislatore.

Scrivo il presente articolo anche per i timori sui possibili scenari a catena che potrebbero derivarne, facendo una lettura più ampia sulla questione.

E intendiamoci fin da subito per evitare polemiche dirette: il sottoscritto autore, pur essendo attualmente iscritto all’Ordine Ingegneri di Firenze, ha svolto per alcuni anni l’attività di geometra, motivo per cui ritengo di conoscere anche il versante dei tecnici diplomati.

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Partiamo analizzando una prassi consolidata da decenni in ambito edilizio, in cui il progetto e direzione lavori di un edificio civile siano affidati ad un geometra; la complessità della progettazione e direzione lavori strutturali viene usualmente affidata o sub affidata al professionista tecnico laureato, cioè ingegnere o architetto.

Se da una parte la legge 64/1974 e DPR 380/01 ammettano la possibilità di depositare denuncia dei lavori debitamente firmate <<da un ingegnere, architetto, geometra o perito edile iscritto nell’albo, nei limiti delle rispettive competenze, nonché dal direttore dei lavori.>>, dall’altra parte la Cassazione Civile ritiene che i geometri siano esclusi dalla progettazione in generale di edifici qualora vi siano calcoli strutturali complessi come quelli del calcestruzzo armato.

Lo ha ribadito di recente con l’ordinanza di Cass. Civ. n. 39230/2021, con cui è stata cassata una sentenza di Appello e rinviata ad essa per decidere col seguente principio di diritto:

<<la categoria del «progetto architettonico» non ha riscontro ai fini ed agli effetti dell’art. 16 del regolamento professionale di cui al R.D. 11 febbraio 1929 n. 274, in base al quale i geometri non possono redigere progetti, sia di massima che esecutivi, di costruzioni che comportino l’impiego di conglomerati cementizi, semplici o armati, in strutture statiche e portanti”>>.

TESTO INTEGRALE ORDINANZA N. 39230/2021 CASSAZIONE

Il ragionamento motivazionale che emerge dalla sentenza è il seguente, o quanto meno l’ho inteso cosi: se la competenza “base” del geometra in materia di progettazione e direzione lavori è quella su edifici rurali di limitata rilevanza e con strutture ordinarie, la progettazione e DL di modeste costruzioni civili è una ipotesi residuale da effettuarsi con gli stessi criteri.

Mi spiego meglio: risulta contraddittorio limitare la progettazione ad edifici rurali con due criteri congiunti (limitata importanze e strutture ordinarie), e ammetterla per costruzioni civili modeste le cui destinazioni d’uso hanno sicuramente maggiore importanze e strutture diverse dalle ordinarie (dell’epoca, anno 1929), in quanto incidenti sulla incolumità delle persone.

E come se fosse la competenza architettonica o progettuale dell’edificio del geometra fosse condizionata soltanto a quella strutturale, nei limiti assai strettissimi previsti dall’art. 16 R.D. 274/1929:

l) progetto, direzione, sorveglianza e liquidazione di costruzioni rurali e di edifici per uso d’industrie agricole, di limitata importanza, di struttura ordinaria, comprese piccole costruzioni accessorie in cemento armato, che non richiedano particolari operazioni di calcolo e che per la loro destinazione non possano comunque implicare pericolo per la incolumità delle persone; nonché di piccole opere inerenti alle aziende agrarie, come strade vicinali senza rilevanti opere d’arte, lavori d’irrigazione e di bonifica, provvista d’acqua per le stesse aziende e reparto della spesa per opere consorziali relative, esclusa, comunque, la redazione di progetti generali di bonifica idraulica ed agraria e relativa direzione;

m) progetto, direzione e vigilanza di modeste costruzioni civili;

Tornando all’ordinanza di Cass. Civ. n. 39230/2021, la fattispecie riguarda la nullità del contratto di incarico professionale affidato ad uno studio di geometri, in particolare è stato respinto il rilievo difensivo per cui <<l’attività dei professionisti si è incentrata esclusivamente sulla progettazione architettonica di un immobile da adibire a civile abitazione, sull’ottenimento delle relative autorizzazioni paesaggistiche ambientali, sulle pratiche edilizie, sull’autorizzazione sismica rilasciata a seguito della presentazione di calcoli antisismici ai sensi della legge 64/74 e DPR 380/2001, non avendo, al contrario, mai avuto ad oggetto la progettazione strutturale dell’opera>>.

In sostanza la difesa avrebbe puntualizzato l’affidamento separato ad un ingegnere del progetto antisismico, scorporandone la competenza strutturale; tuttavia la Cassazione ha respinto questo rilievo, motivando così:

<<la categoria del «progetto architettonico» non ha riscontro, ai fini di causa, nella legge e nella giurisprudenza delle sezioni civili di questa Corte, la quale ha sempre affermato (cfr. sentenze di questa Corte n. 3262 del 1979 e 286 del 1984, non recenti, ma mai contraddette) che i geometri, ai sensi dell’art. 16 del regolamento professionale di cui al r.d. 11 febbraio 1929 n. 274, non possono redigere progetti, sia di massima che esecutivi, di costruzioni che comportino l’impiego di conglomerati cementizi, semplici o armati, in strutture statiche e portanti”>>.

In questo senso vedasi anche Cass. Civ. II n. n. 19229/2009, 21185/2004, che negano il rilievo anche alla nozione di progetto di massima.
Sempre secondo la Cassazione Civile ord. n. 39230/2021, l’esclusione dei geometri dalle competenze progettuali dell’edificio, e la conseguente nullità del contratto di incarico, scatta anche nei casi in cui:

<<l’eventuale successivo intervento, nella fase esecutiva ed in quella della direzione dei lavori di un tecnico di livello superiore a quello del redattore del progetto originario, non può valere a sanare ex post la nullità per violazione di norme imperative, del contratto d’opera professionale, da valutarsi con esclusivo riferimento al momento genetico del rapporto” (Cass. Civ. n. 19229/2009, cit.), così come, dall’altro, non idonea ad assicurare il rispetto della suddetta normativa imperativa è la circostanza che “un progetto redatto da un geometra sia controfirmato o vistato da un ingegnere ovvero che un ingegnere esegua i calcoli in cemento armato, atteso che il professionista competente deve essere altresì titolare della progettazione, trattandosi di competenze inderogabilmente affidate dal committente al professionista abilitato secondo il proprio statuto professionale, sul quale gravano le relative responsabilità” >> (Cass. Civ. II. ord. n. 100/2021, cit.).

((Aggiornamento del 11 gennaio 2022: riporto anche un’altra massima con lo stesso tenore riportata nella predetta Ordinanza n. 100/2021 di Cassazione Civile:

A norma dell’art. 16, lett. m), r.d. 11 febbraio 1929, n. 274, che non è stato modificato dalla legge n. 1068 del 1971, la competenza dei geometri è limitata alla progettazione, direzione e vigilanza di modeste costruzioni civili, con esclusione di quelle che comportino l’adozione – anche parziale – di strutture in cemento armato, mentre, in via d’eccezione, si estende anche a queste strutture, a norma della lett. l) del medesimo articolo, solo con riguardo alle piccole costruzioni accessorie nell’ambito degli edifici rurali o destinati alle industrie agricole, che non richiedano particolari operazioni di calcolo e che per la loro destinazione non comportino pericolo per le persone, essendo riservata agli ingegneri la competenza per le costruzioni civili, anche modeste, che adottino strutture in cemento armato. Pertanto, la progettazione e la direzione di opere da parte di un geometra in materia riservata alla competenza professionale degli ingegneri o degli architetti sono illegittime, a nulla rilevando in proposito che un progetto redatto da un geometra sia controfirmato o vistato da un ingegnere ovvero che un ingegnere esegua i calcoli in cemento armato, atteso che il professionista competente deve essere altresì titolare della progettazione, trattandosi di competenze inderogabilmente affidate dal committente al professionista abilitato secondo il proprio statuto professionale, sul quale gravano le relative responsabilità. Ne consegue che, qualora il rapporto professionale abbia avuto ad oggetto una costruzione per civili abitazioni, è affetto da nullità il contratto anche relativamente alla direzione dei lavori affidata a un geometra, quando la progettazione – richiedendo l’adozione anche parziale dei calcoli in cemento armato – sia riservata alla competenza degli ingegneri.

Da qui emerge il principio per cui la competenza di progettazione generale e architettonica dell’edificio debba concentrarsi o essere assorbita unicamente nel professionista con competenze strutturali. Occorre precisare che tutto l’intero ragionamento motivazionale si regge sulla normativa antecedente allora al D.Lgs. 212/2010, che ha abolito il RD 2229/39 (questa riservava gli interventi edilizi in zona sismica la progettazione e direzione dei lavori ai professionisti laureati). Ciò creerebbe quindi un periodo di esclusione competenze ai diplomati anteriore al D.Lgs 212/2010, in quanto l’abrogazione operata da quest’ultima norma produce effetto innovativo e non retroattivo, si legge nell’ordinanza.

Ma allora, questo criterio porterrebe in pratica all’esclusione delle competenze professionali dei geometri ovunque, visto che tutto il territorio italiano risulta classificato in zone sismiche 1-2-3-4, non configurandosi più zone non sismiche.

Infatti l’ordinanza di Cass. Civ. n. 39230/2021, nonchè le sentenze di Cass. Civ. n. 5871/2017 e n. 8543/2009, riportano il principio per cui:

<<l’attività edilizia in questione risulti avvenuta in zona sismica, circostanza che di per sé comporta il “conseguente assoggettamento di ogni intervento edilizio alla normativa di cui alla legge n. 64 del 1974, la quale impone calcoli complessi che esulano dalle competenze professionali dei geometri”>>.

Conclusioni

E’ difficile prendere posizione su questo ambito delle competenze professionali tra geometri, architetti e ingegneri, in particolare a quasi cento anni dall’entrata in vigore delle norme istitutive degli Ordini professionali.

Se posso esprimere un opinione anti-popolare o antipatica da parte dei tecnici diplomati, ritengo che col DPR 328/2001 si sia perso l’unico treno per riordinare le competenze. Certamente, in un settore urbanistico edilizio che sforna norme tecniche sempre più complesse da anni, la figura del geometra (oggi diplomato C.A.T.) si pone con maggior difficoltà nel mercato rispetto ai colleghi laureati.

E’ pur vero che si pone il problema di come garantire l’attività professionale ai geometri attualmente iscritti nei collegi: posto che il legislatore non ha mai avuto il coraggio di disciplinare con imperio le competenze professionali tecniche, figurarsi se oggi promulga una norma che di fatto vi escluda la progettazione architettonica di modeste costruzioni civili.

Tuttavia la Cassazione il suo indirizzo l’ha preso, e lo mantiene. Inoltre, se si assume per assodato la nullità dei contratti di incarico di progettazione architettonica ai geometri, si deve presupporre che la nullità si propaghi anche a tutti i relativi titoli abilitativi edilizi ottenuti col loro incarico. E in particolare per quanto attiene tutto il periodo ex ante D.Lgs. 212/2010, mentre dopo è tutto da vedere.

Segnalo anche un precedente complesso ragionamento del Consiglio di Stato con parere n. 2539/2015.

Siamo per caso intenzionati a dare via ad un “Armageddon” dell’edilizia?

Aggiornamento inserito il 18 gennaio 2022
lo stesso argomento è stato commentato in questi interessanti articoli:

CARLO PAGLIAI, Ingegnere urbanista, esperto in materia di conformità urbanistica negli atti notarili e commerciabilità degli immobili

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