Della sanatoria edilizia condizionata

In un quesito mi è stato chiesto se una PA possa condizionare il rilascio di un titolo in sanatoria all’esecuzione di alcune opere.

Paesaggio toscano, Ph. Carlo Pagliai - immagine non riferita all'articolo
Paesaggio toscano, Ph. Carlo Pagliai – immagine non riferita all’articolo

Carlo Pagliai  Ingegnere e urbanista
Urban Planning, building and real estate consultant
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A prescindere da eventuali provvedimenti normativi regionali, non è possibile procedere al rilascio di provvedimenti in sanatoria inserendo la condizione di adeguamento postumo alla richiesta.

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La giurisprudenza della Cassazione Penale ha più volte affermato l’esclusione della cosiddetta “sanatoria edilizia condizionata” perchè il suo rilascio non sarebbe legittimo (Cass. Pen. sez. VII n. 37815/2015).

L’articolo 36 del DPR 380/01 prevede esplicitamente che gli interventi abusivi siano:

  • già ultimati al momento della presentazione della domanda di sanatoria;
  • rispettosi della doppia conformità sia al momento della presentazione della domanda che al momento della realizzazione;

Condizionare la regolarizzazione ad ulteriori opere e interventi successivi al momento della presentazione dell’istanza comporterebbe l’illegittimità del provvedimento, con tutte le conseguente perdita di efficacia.

Il rilascio del provvedimento di sanatoria consiste in un attività vincolata della P.A, e in particolare nell’applicazione di previsioni legislative vigenti ad una fattispecie, che non può lasciare spazi per valutazioni di tipo discrezione all’Amministrazione. [1] 

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Quanto sopra riguarda espressamente il rilascio del Permesso edilizio in sanatoria come previsto dall’art. 36 del vigente T.U. sull’edilizia, esulando invece gli aspetti previgenti dei condoni edilizi.

Occorre evidenziare la differenza tra condono edilizio e sanatoria edilizia:

il primo è stato per tre volte un provvedimento legislativo di tipo straordinario limitato a certe fasce temporali, il secondo invece è un regime ordinario vigente in ogni momento ma con maggior restrizioni rispetto al primo.

Note e Riferimenti: 
[1] Sez. III n. 23726, 8 giugno 2009 n. 41567, 12 novembre 2007; n. 48499, 18 dicembre 2003; n. 740, 13 gennaio 2003; n. 42927, 19/12/2002; n. 41669, 21 novembre 2001; n. 10601, 11 ottobre 2000);