Referendum: l’urbanistica rimane in Legislazione concorrente

Immutato il Titolo V, il governo del territorio rimane imprigionato nel regime di legislazione concorrente

governo del territorio

Cantiere edile


Carlo Pagliai

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L’urbanistica rimane quindi “federalista” all’italiana

L’esito negativo espresso dagli elettori italiani al referendum confermativo della riforma costituzionale comporta diverse conseguenze.

Sul piano del governo del territorio succede una cosa importante: non succede niente!

Mentre poche settimane fa il Governo, dopo due anni di lavoro, emanava due importanti decreti attuativi sul Regolamento Edilizio Tipo e sulla semplificazione dei procedimenti autorizzativi edilizi ‘Scia 2’, due giorni fa il popolo italiano ha espresso il proprio diniego ad una riforma costituzionale che avrebbe riportato l’urbanistica e il governo del territorio nell’ambito di esclusiva competenza dello stato.

In base all’esito, lo Stato continuerà a dettare i princìpi generali in questa materia mentre le Regioni approveranno leggi sulla base delle specificità territoriali.

Con tutti i problemi annessi e connessi che già conosciamo in ambito di conflitto costituzionale stato/regioni.

Persa quindi l’occasione di azzerare il famigerato Titolo V, adesso si pone un altro interrogativo: riusciranno a promulgare il tanto atteso decreto attuativo di semplificazione paesaggistica, posto che già aveva incassato pure il parere del Consiglio di Stato?

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