La domanda di condono sospende sanzioni e ordinanze demolitorie

In attesa della definizione del procedimento non possono essere adottati provvedimenti sanzionatori di tipo penale e amministrativo

Cantiere con costruzioni


 

Carlo Pagliai  Ingegnere e urbanista
Urban Planning, building and real estate consultant
Blogger, YouTuber and digital communicator

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L’azione sospensiva della presentazione di istanza al condono edilizio assume una forma garantista nei confronti del cittadino interessato a far valutare l’ammissione al suo rilascio

La cosa è arcinota, talmente nota che il Consiglio di Stato sez. VI ha dovuto ribattere il principio con sentenza n. 05028/2016 nei confronti di un grande Comune del Lazio, il quale invece aveva mosso ingiunzione a demolire nonostante che vi fosse in pendenza una domanda presentata ai sensi del c.d. terzo condono edilizio del 2003/04.

Partiamo con ordine: l’art. 38 della legge 28 febbraio 1985, n. 47 sul primo condono edilizio prevede che la presentazione della domanda di condono sospende il procedimento per l’applicazione di sanzioni amministrative e penali, a condizione che sia corredata dal provato versamento dell’oblazione minima pari almeno ad un terzo dell’importo totale dovuto.

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La pendenza del condono edilizia porta la situazione urbanistica in un limbo incerto

Di conseguenza durante la pendenza della definizione di tali domande non possono essere adottati provvedimenti di demolizione, a prescindere dal periodo di pendenza di esse.
Infatti il provvedimento di demolizione, o meglio l’ordinanza di demolizione, si annovera tra le sanzioni di tipo amministrativo previste dal nostro ordinamento.

Tale disposizione si applica a tutte le istanze dei tre condoni edilizi straordinari, ovvero quelli derivanti dalle leggi n. 47/85, n. 724/94 e n. 326/2003.

E di conseguenza, il Consiglio di Stato ha confermato che l’amministrazione comunale non avrebbe potuto adottare l’atto di demolizione, oggetto di impugnazione.

Certamente, a margine della fattispecie, si aggiunge e ribadisce che la domanda di condono resta pur sempre una domanda fintanto che non viene evasa e portata a compimento sopratutto con l’interessamento del privato, altrimenti rimane in latenza sine die.

 

 

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